Lo strano caso del dottor Sergio e mister Mattarella

Dopo la sfavillante batosta presa da Matteo Renzi al Referendum si è scoperto che in Italia “non si può votare”. Così, come fosse niente, pare che il fondamento stesso di ogni democrazia sia impedito. Da forze demoniache o strani fenomeni soprannaturali, chiederete? Niente di tutto questo: da un bullo toscano e da un “doppelgänger”.

Il bullo è facile ad identificarsi in quel Matteo Renzi che, elevando lo “Spin” a metodo di governo, ha deciso di far passare a colpi di fiducia una legge elettorale che riguarda solo la Camera per dimostrare che “le magnifiche sorti e progressive” delle sue “Deforme Costituzionali” sarebbero giunte a compimento contro gufi, accozzaglie et similia.

Identificare il doppelgänger lo è forse meno. D’altronde il doppelgänger di suo è già figura complessa, nascosta, difficile da identificare. Un doppio, un sosia di una persona, un  gemello maligno vero o interiore (come nella storia del Dr. Jekyll e Mr. Hyde) che compare e scompare alla vista propria e altrui. E allora: chi sarà mai il nostro doppelgänger?

Per scoprirlo occorre ripercorrere brevemente la storia dell’Italicum, che si appresta ad essere il primo esempio di legge elettorale salvifica, fondamentale ed imprescindibile per il bene della Patria ad essere rottamata ancor prima di essere mai usata. Intonsa, nuova, ancora con il cellofan che ricopre certi nostri salotti siciliani (siciliani come il Presidente Mattarella, guarda caso) in infinita attesa dell’”ospite importante”.

Dando per scontati ruolo e colpe di Matteuccio nostro ricapitoliamo:

Mattarella è stato eletto nel Gennaio 2015.

L’Italicum è stato approvato nel Maggio 2015.

Il Presidente della Repubblica lo ha firmato senza che fiato sia uscito e via verso nuovi e mirabolanti avventure.

Ora, qualcuno spiega perché il giurista Sergio Mattarella non ha chiarito al Presidente Sergio Mattarella (dandogli magari modo di valutare se esercitare il potere di “rinvio alle Camere” della legge, ex-Art.74 della Costituzione) che stava firmando una legge elettorale che, dice oggi l’inquilino del Quirinale, impediva ed impedisce al Paese di andare alle urne, infliggendo un vulnus importante alla Sovranità del Popolo italiano ed ai poteri del Colle.

Un vulnus? Si, un vulnus. E chi lo dice? Lo dice il giudice costituzionale Sergio Mattarella che sosteneva, con i suoi colleghi, nella sentenza sul “Porcellum” che Le leggi elettorali sono, infatti, “costituzionalmente necessarie”, in quanto “«indispensabili per assicurare il funzionamento e la continuità degli organi costituzionali» (sentenza n. 13 del 2012; analogamente, sentenze n. 15 e n. 16 del 2008, n. 13 del 1999, n. 26 del 1997, n. 5 del 1995, n. 32 del 1993, n. 47 del 1991, n. 29 del 1987), dovendosi inoltre scongiurare l’eventualità di «paralizzare il potere di scioglimento del Presidente della Repubblica previsto dall’art. 88 Cost.» (sentenza n. 13 del 2012).”
Secondo voi quindi, oltre a Renzi che è il colpevole principale di questa farsa, chi ha danneggiato l’Italia togliendo e agli italiani il diritto di andare al voto? Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che nel 2015 firmava una legge elettorale inapplicabile (contraddicendo norme e orientamenti citati nella pronuncia che ha collaborato a scrivere nella qualità di Giudice Costituzionale) o il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che oggi sostiene che non si può andare al voto con una legge che lui stesso ha firmato ritenendola idonea a “scongiurare – come diceva il Giudice Costituzionale Sergio Mattarella – l’eventualità di «paralizzare il potere di scioglimento del Presidente della Repubblica previsto dall’art. 88 Cost.»”?

Come vi avevamo anticipato è storia di doppelgänger, complicata e difficile da dipanare. E’ “Lo strano caso del Dr. Sergio e Mr. Mattarella”.