Usa e Londra: sanzioni anti-Russia per fermare l’avanzata su Aleppo

I colloqui di Losanna per fermare la strage di Aleppo «sono stati un disastro», secondo fonti americane che li hanno seguiti da vicino. Perciò Stati Uniti e Gran Bretagna ora stanno considerando di imporre nuove sanzioni al regime di Assad e ai suoi alleati, come hanno detto ieri a Londra il segretario di Stato Kerry e il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson. La Russia non è stata citata come un obiettivo immediato di questa ritorsione, ma il presidente Putin si è affrettato a dire che sarebbe «controproducente», si legge su la Stampa.

Fallito il vertice di Losanna per fermare i combattimenti in Siria

 L’ostacolo principale da superare resta il rapporto con al Nusra, che secondo Mosca si confonde e si mischia agli oppositori laici del regime. In sostanza l’accusa del Cremlino è che tutti vogliono combattere l’Isis, almeno a parole, ma gli Stati Uniti e i loro alleati sono invece disposti a chiudere un occhio su al Nusra, perché lo considerano il «piano B» più efficace per rovesciare Assad, se l’opposizione moderata non riuscisse a farlo. Aleppo quindi è diventato il punto centrale di scontro, perché è la città dove questa commistione fra al Nusra e gli altri ribelli è più evidente.

 Il problema è Al Nusra, estremisti islamici

 A Losanna, secondo Kerry, «sono state discusse nuove idee», intorno al tavolo dove si sono seduti Turchia, Qatar, Giordania, Iraq ed Egitto. Tuttavia non è stato trovato alcun accordo su come procedere, nonostante l’inviato americano abbia ripreso a dialogare col collega russo Lavrov, presente ai colloqui. Mosca ha op posto un muro a qualunque ipotesi di soluzione politica, dando l’impressione che a questo punto sia pronta ad accettare qualsiasi costo in termini di vite umane, pur di consentire al regime di riprendere Aleppo. I colloqui sono stati cosi deludenti, che nello staff del segretario di Stato si cominciano ad alzare voci che suggeriscono di interrompere la mediazione. Non solo il dialogo con la Russia, ma l’intero tentativo di trovare una composizione diplomatica, perché ormai il Cremlino sta dando l’impressione di giocare con la buona fede di Kerry. Il risultato di queste tensioni si è visto pubblicamente ieri, quando il segretario di Stato è andato in visita a Londra e ha dichiarato: «Stiamo considerando sanzioni aggiuntive, e abbiamo anche chiarito che il presidente Obama non ha tolto alcuna opzione dal tavolo».