Renzi ha pensato solo alle banche, l’Italia crolla. E i dati Istat lo provano

Nessuna luce in fondo al tunnel, nessun dato positivo. Nel secondo trimestre del 2016 il Pil italiano, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Lo rende noto l’Istat. Crescita zero, consumi fermi e investimenti in calo.

L’Istat dà una mazzata, l’opposizione contro Renzi: «Sa solo mentire»

«Disastro economia. Il governo sperava in una revisione della stima di crescita del Pil del secondo trimestre da 0 a più 0,1% da parte dell’Istat per poter dire che anche di poco l’Italia cresce. Invece no: l’Istat ha confermato che è tutto fermo, a partire dai consumi su cui Renzi ha tanto investito con gli 80 euro che invece hanno avuto effetto nullo», afferma Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera. «Ma quel che preoccupa di più è il dato sulla crescita acquisita, pari allo 0,7%, quando nei documenti ufficiali di finanza pubblica Renzi e Padoan avevano calcolato 1,2% e nelle ultime slide di autocelebrazione il presidente del Consiglio aveva stimato 1%. Ma se terzo e quarto trimestre continueranno sull’onda del secondo, il 2016 chiuderà con un Pil reale a 0,7%, pari a circa la metà di quanto riportato nel Def di aprile».

«Non finisce qui», aggiunge Brunetta, sempre in riferimento ai dati Istat. «La situazione si aggrava se si considera il Pil nominale, dato da Pil reale più inflazione. Il governo ha sovrastimato anche questo, inserendo nei suoi calcoli un’inflazione pari all’1%, quando al massimo sarà pari a zero o poco più di zero. Ne deriva anche un Pil nominale dello 0,7%, vale a dire pari a circa un terzo del 2,2% del Def. Significa che l’Italia non rispetterà i parametri europei non solo in termini di rapporto deficit/Pil, ma anche di rapporto debito/Pil. E che a ottobre gli italiani subiranno una Legge di Stabilità sangue, sudore e lacrime per tappare i buchi di Renzi e della sua politica economica irresponsabile. Sui conti pubblici Renzi e Padoan mentono sapendo di mentire. Con questi numeri sarebbe ora di smetterla».

«Renzi non cambia politica, vuole cambiare… l’Istat»

«Ormai è ufficiale», dice a sua volta Deborah Bergamini. «Il Paese è fermo. Nel secondo trimestre di quest’anno non c’è stata alcuna crescita. Davanti a questi dati un governo serio cambierebbe politica economica. Renzi invece vorrebbe cambiare l’Istat». Anche il Codacons scende in campo: i dati sul Pil diffusi dall’Istat rappresentano una bastonata per il governo italiano, che ha letteralmente “steccato” sulle previsioni relative al Pil, il cui incremento tendenziale era fissato all’1,2%. È evidente che l’Italia non riparte e che la crisi economica non ha affatto abbandonato il nostro paese – afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi – Nel secondo trimestre, infatti, il Pil è rimasto fermo rispetto al trimestre precedente, con una particolare sofferenza per l’industria (-0,6%). È la conferma degli allarmi lanciati a più riprese dal Codacons: se i consumi non ripartono, le vendite restano al palo, i prezzi sono in deflazione e la fiducia di imprese e consumatori è in costante calo, il Pil non potrà crescere. Il governo Renzi farebbe bene a pensare alle famiglie più che alle banche, perché solo attraverso misure di sostegno ai consumi e alla domanda interna sarà possibile uscire definitivamente da una crisi che continua a far sentire i suoi effetti sull’economia italiana».