CasaPound, in quattro restano a Regina Coeli. C’è anche Di Stefano

Hanno passato la notte in carcere quattro dei 15 ragazzi di CasaPound arrestati giovedì a Roma per aver cercato di impedire lo sgombero di una famiglia con un bambino disabile e di una anziana, a sua volta disabile, da uno stabile del Comune di Roma. Fra loro c’è il vicepresidente del movimento, Simone Di Stefano. Gli altri tre sono tutti ventenni. È, invece, fra i rilasciati Massimo, il padre della famiglia sfrattata, anche lui ammanettato e arrestato dai vigili.

Quattro ragazzi a Regina Coeli

Inizialmente era circolata la voce di un processo per direttissima, un’ipotesi poi sfumata con la conseguenza del trasferimento a Regina Coeli dei ragazzi rimasti in stato di fermo. Vi potrebbero rimanere fino a lunedì, perché il gip ha 96 ore di tempo per fissare l’udienza di convalida. In quella sede saranno indicate con esattezza anche le ipotesi di reato. Per ora si parla di resistenza aggravata, violazione di sigilli e invasione di edifici altrui ovvero la classica “occupazione”.

Ventenni e incensurati: «Ci aspettiamo siano rimessi presto in libertà»

«Per quanto riguarda la questione cautelate – spiega l’avvocato Fabio Menichetti – ci aspettiamo una reimissione in libertà in tempi relativamente brevi, anche considerando che parliamo di persone incensurate, prive di carichi pendenti». Quanto ai reati contestati, poi, il legale ricorda che le considerazioni si fanno nella fase del processo. I ragazzi dal canto loro stanno affrontando con serenità la situazione, nonostante l’età. «Siamo andati a trovarli stamattina ed erano molto tranquilli e determinati, sorridenti e con il morale alto», riferisce il legale.

Iannone: «Gli arresti non ci fermano, chiediamo una soluzione per le famiglie»

E determinato resta anche l’intero movimento, che dopo gli arresti ha ribadito il proprio impegno al fianco delle famiglie sgomberate: «Abbiamo trovato una sistemazione provvisoria per la signora Laura e la famiglia di Massimo, che il sindaco Raggi, la sua giunta e il consiglio comunale hanno lasciato ad aspettare per ore sotto il Campidoglio, senza degnarli di una risposta. Ma non finisce qui», ha fatto sapere nella serata di giovedì il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone, annunciando che, dopo il presidio permanente della giornata e l’occupazione simbolica della terrazza di piazza del Campidoglio, «torneremo a esigere una soluzione anche per queste famiglie, come ogni giorno la trovano per immigrati e rom».