Isis, la Russia reagisce: due miliziani uccisi e uno è finito in trappola

FacebookPrintCondividi

Stato d’allerta in Russia  dopo l’attacco dell’Isis a Sholkovo, vicino Mosca. La polizia ha arrestato a Samara un 34enne cittadino di una repubblica dell’Asia centrale accusato di legami con l’Isis e di voler organizzare un atto terroristico nella regione del Volga. Durante le perquisizioni, gli agenti della polizia avrebbero trovato, tra le altre cose, un kalashnikov e 30 caricatori, cinque ordigni per un totale di  chili e un giuramento di fedeltà all’Isis.

Russia, l’Isis ha rivendicato l’assalto nella stazione di polizia

La tensione è alta in Russia. Con un comunicato prima, e con un video due ore dopo, lo Stato islamico ha, infatti,  rivendicato l’assalto condotto da due suoi “combattenti” armati di pistole e accette in una stazione di polizia stradale a Sholkovo. È la prima volta che la macchina della propaganda del “Califfo” Abu Bakr al Baghdadi ha rivendicato un attacco in Russia, identificata più volte come un obiettivo dei jihadisti, in particolare da quando la Russia ha intensificato i suoi raid aerei anti-Isis in Siria. Nel filmato, riferisce via Twitter Rita Katz, direttrice del Site che monitora l’attività jihadista online, i due attaccanti, poi uccisi nello scontro a fuoco con gli agenti, hanno fatto minacce esplicite, parlando in russo: «Questo è solo l’inizio, e molto altro vi sarà inflitto», ha detto uno dei due, esortando altri jihadisti a «scegliere questo percorso». Nelle immagini il terrorista indossava una tuta da ginnastica rosso scuro, col cappuccio sulla testa. L’altro, un poco più indietro, indossava a sua volta una tuta da ginnastica blu. Entrambi erano molto giovani, con appena un accenno di barba. All’inizio del filmato – diffuso dall’agenzia Amaq dell’Isis – i due terroristi hanno giurato fedeltà allo Stato islamico e hanno precisato di avere «intrapreso la via della jihad su ordine del nostro emiro».

Nell’assalto alla stazione di polizia sono rimasti feriti due agenti

Nell’assalto alla stazione di polizia in Russia sono rimasti feriti due agenti, uno dei quali versa in gravi condizioni. Secondo quanto riferito dal quotidiano Kommersant, gli aggressori erano Usman Murdalov, di 21 anni, e Sulim Israilov, di 18 anni: entrambi ceceni. I loro documenti d’identità sarebbero stati trovati nelle loro borse dagli investigatori dopo la sparatoria assieme alla ricevuta per l’acquisto delle due accette, avvenuto 20 minuti prima dell’attacco. Nel primo pomeriggio di giovedì, la portavoce del ministero dell’Interno, Irina Volk, aveva invece affermato che, «stando a dati preliminari», i due assalitori «provenivano dall’Asia centrale». Secondo la ricostruzione della vicenda riferita dalle autorità, «uno degli assalitori è stato ucciso subito, mentre l’altro ha opposto resistenza con le armi e poi ha cercato di fuggire, un ispettore di polizia ferito nell’attacco ha iniziato a inseguirlo e lo ha ucciso». Al momento, Mosca non ha commentato la rivendicazione, mentre Rita Katz ha affermato che il video diffuso da Amaq indica che i due terroristi hanno avuto contatti con l’Isis, per quanto non sembra che l’azione sia stata coordinata dal Califfato.