Il Fatto osa scherzare sulle “cosce” della Boschi e il Pd grida allo scandalo

Dopo il caso del titolo sulle “cicciottelle”, con accuse di sessismo e di vilipendio del corpo femminile al direttore del Quotidiano Sportivo, scoppia un altro scandalo tutto al femminile, ma stavolta non c’entra lo sport, trattasi di politica, materia ad alto rischio anche per i satiri. Specie quando – conclusa l’era berlusconiana quando qualsiasi doppio senso, ironia o metafora sessuale era concessa sulle parlamentari elette col Cavaliere – si osa scherzare sulla bellezza di Maria Elena Boschi. Se poi le si lancia qualche frecciatina sulla cellulite che lei ha spesso esibito, senza troppo riserbo, sulle spiagge del litorale toscano, allora si scivola quasi nel delitto di lesa maestà, al punto da scatenare la solita Boldrini. Una vignetta del “Fatto Quotidiano“, con il ministro delle Riforme disegnata con un abito corto che esibisce cosce non esattamente in forma, scatena così la polemica per effetto del titolo: “Lo stato delle cos(c)e”, che accompagna un titolo più serio, in prima, «La Boschi è incostituzionale», dedicata alle ultime gaffe della ministra. Non è la prima vignetta che il “Fatto” dedica alla Boschi ma questa qui al Pd non è piaciuta.

La Boschi difesa dal Pd: e tutte le altre?

«Adesso anche la satira politica scade nel sessismo? Eravamo abituati ad una funzione importante, utile ed irrinunciabile della satira politica, anche di quella più graffiante e “cattiva”. Ora, non abbiamo nessuna intenzione di abituarci al suo scadere in un becero sessismo e, di conseguenza, alla sua inutilità», dice la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli. «La vignetta pubblicata dal “Fatto Quotidiano” non è giornalismo, né satira. Solo un modo penoso e volgare di rimestare tra gli istinti peggiori da suscitare contro le donne e il loro corpo», aggiunge il senatore del Pd Francesco Verducci. Poi arriva Laura Boldrini:  «Uomini basta sessismo, siamo nel 2016. Rinnovatevi anche nella satira. Solidarietà alla ministra Boschi». Ma quando Vauro faceva le vignette sulla Carfagna ironizzando  sulle prostitute di strada, quando un satiro di sinistra pubblicava il fumetto sulla mini-stronza Giorgia Meloni o su Brunetta nano, dov’erano costoro che oggi si scandalizzano per le cos (c) e della Boschi?