Nizza, l’attentatore in contatto con tunisini di Bari? Indaga la Digos

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Agenti della Digos della Questura di Bari hanno avviato accertamenti su alcuni cittadini di nazionalità tunisina residenti in provincia di Bari che risulterebbero essere entrati in contatto nelle scorse settimane con l’attentatore di Nizza. L’impulso alle verifiche è arrivato direttamente dall’autorità giudiziaria francese che ha segnalato i contatti sospetti del killer di Nizza. Degli accertamenti in corso, su cui gli investigatori baresi mantengono il massimo riserbo, viene costantemente informata anche l’autorità giudiziaria barese. In particolare, a coordinare queste verifiche è il neo nominato procuratore aggiunto Roberto Rossi, magistrato Antimafia, il quale negli ultimi mesi ha aperto diversi fascicoli d’inchiesta proprio sui passaggi sospetti dal porto di Bari e sul ruolo del capoluogo pugliese come base logistica per supporto a foreign fighters. Negli atti di una recente indagine della Dda di Bari sul terrorismo internazionale di matrice islamica veniva posto l’accento sull’analisi dei tabulati telefonici e, soprattutto, sulle “telefonate in arrivo o partenza verso svariati numeri internazionali di Stati esteri tra i quali Iraq, Francia, Germania, Regno Unito, Repubblica Ceca, Tunisia, Norvegia, Grecia, Svizzera, Romania e Afghanistan”. Su queste utenze internazionali erano già state avviate verifiche in collaborazione con gli investigatori esteri. La posta per capire l’orribile streage di Nizza e ragiunegere tutti i complici dell’attentatore porta dunque in Italia? Se così fosse, sarebbe l’ukteriore riprova della necessità di un corodinamento più stratto trfa intelligenzìce e forze di sicurezza nel contrasto al terrorismo islamista.