Catalogna, il “Parlament” avvia la separazione dalla Spagna

Più che al governo o alla monarchia borbonica regnante, il documento approvato dal parlamento catalano per iniziativa della maggioranza secessionista rappresenta una sfida aperta alla Corte Costituzionale di Madrid che vi aveva apposto il proprio veto in considerazione della impossibilità “tecnica” da parte dell’assemblea di Barcellona di avviare un processo di separazione dalla Spagna per dare vita allo stato della Catalogna.

Documento approvato da 72 deputati. È scontro con la Consulta

Ma il veto della suprema corte non ha minimamente ostacolato il progetto separatista. Tanto è vero che la presa di posizione del parlamento catalano (che sede a Barcellona) è stata approvata da 72 deputati regionali su 135. Voto contrario è invece venuto da dieci parlamentari del gruppo Csp vicino a Podemos, mentre Popolari e Ciudadanos hanno lasciato l’aula e i socialisti non hanno votato. Secondo un recente sondaggio, il 48 per cento della popolazione catalana oggi è favorevole all’indipendenza della Catalogna contro il 43 per cento di contrari. Nei giorni scorsi la corte costituzionale spagnola aveva diffidato il parlamento di Barcellona dal votare il documento, presentato formalmente oggi in aula dai due gruppi secessionisti di Junts Pel Si e della Cup.

L’obiettivo è la Catalogna indipendente entro il 2017

I partiti anti- indipendentisti, Pp, Ciudadanos e Psc, hanno denunciato la «illegalità» della decisione del Parlament, in contrasto con le decisioni della Corte Costituzionale spagnola. Il capogruppo del Pp Xavier Garcia Albiol ha denunciato un golpe contro la Consulta di Madrid e avvertito che se ne dovranno pagare le conseguenze. Di tutt’altro avviso il presidente catalano, l’indipendentista Carles Puidgemont, che ha invece definito «legittima» la presa di posizione dei deputati regionali. Il presidente catalano ha confermato nei mesi scorsi l’obiettivo – contestato e dichiarato illegittimo dal governo di Madrid – di arrivare ad una «repubblica della Catalogna» da dichiarare indipendente entro la fine del 2017.