Convegno filo-Palestina all’università di Torino. È subito polemica

FacebookPrintCondividi

Le turbolenze del Medio Oriente spiegate in quattro giorni di incontri e dibattiti. L’Università degli Studi di Torino (per iniziativa del Dipartimento lingue e letterature straniere e culture moderne) ha organizzato il convegno  Il Medio Oriente dal trattato di Sykes-Picot al jihadismo stragista che si terrà dal 4 al 20 maggio. Ma il ciclo di seminari ha già determinato un vespaio di polemiche e critiche. Per il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Fabrizio Ricca, il convegno sarebbe fazioso perché dà voce solo alle ragioni dei palestinesi. Protesta anche la docente di origine ebraica Daniela Santus: “Non bisognava concedere gli spazi”. A destare perplessità, spiega Repubblica, è in particolare l’intervento della storica Diana Carminati, dal titolo Il progetto israeliano di settler-colonialism e la distruzione dell’economia palestinese. Per il leghista Ricca gli studiosi chiamati a convegno passeranno giorni a fare illazioni e velati attacchi a una controparte israeliana alla quale non verrà nemmeno data la possibilità di interagire”. Ricca se la prende, in particolar modo, con la Carminati accusandola di essere “da tempo piegata su posizioni filopalestinesi”. Replica Marzia Casolari, la docente che ha organizzato il seminario: “L’iniziativa ha carattere scientifico, non è conciliabolo tra filopalestinesi ma un modo per capire cosa stia avvenendo in Medio Oriente”.