Foibe, segnalata un’altra fossa comune. Indaga la Procura di Udine

La Procura di Udine ha aperto un’indagine sulla possibile presenza di una fossa comune nella zona di Corno di Rosazzo (Udine) dove nel 1945, secondo alcuni documenti emersi nelle scorse settimane, potrebbero essere stati sepolti tra i 200 e gli 800 cadaveri. «Per ora non c’è certezza né che ci sia stato un reato né chi sia l’autore», spiega il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo che ha avviato un’investigazione preliminare insieme con il Procuratore aggiunto Raffaele Tito «sulla base di alcune notizie di stampa». L’obiettivo della Procura è identificare il sito. Solo all’esito si valuteranno quali altri passi compiere, considerati i numerosi anni trascorsi dai fatti. «Abbiamo recuperato un’informativa ministeriale, stiamo cercando di acquisire documentazione. C’è qualche accenno fumoso a una precedente indagine di una ventina d’anni fa che verificheremo».

La fossa comune emersa da una ricerca storica

«Nella fossa comune – ha detto in occasione del Giorno del ricordo Luca Urizio, presidente della Lega Nazionale di Gorizia – secondo un documento datato 30 ottobre 1945, sarebbero stati gettati tra i duecento e gli ottocento corpi». Secondo quanto riportato dal Messaggero Veneto, nell’incartamento recuperato nell’ambito delle ricerche nell’archivio della Farnesina sarebbero indicati anche i nomi dei responsabili, riconducibili alla Divisione Garibaldi. Nei mesi scorsi, grazie al supporto del Comune di Gorizia e del senatore Alessandro Maran, lo stesso Urizio e due storici (Ivan Buttignon e Lorenzo Salimbeni) si sono recati in missione a Roma per cercare negli Archivi di Farnesina e Viminale elementi utili a ricostruire la vicenda delle foibe.