Format volgari, sprechi e bestemmie: il Vaticano stronca la Rai renziana

In Rai, «esiste un degrado etico che innanzitutto squalifica chi ne è autore. E che poi, purtroppo, in un’epoca digitale come la nostra, dove i mezzi di comunicazione si intrecciano, finisce con il “contaminare” contesti e formati che hanno tutt’altro fine e obiettivo». Lo dice don Ivan Maffeis, responsabile della comunicazione della Cei, in un’intervista al Corriere della Sera partendo dalle polemiche sulla trasmissione Rai di Capodanno e l’sms con una bestemmia apparsa in sovrimpressione. «Sicuramente la piattaforma digitale offre enormi possibilità di comunicazione, ma accanto a tante potenzialità di espressione ci si accorge da una parte che c’è un aumento di lavoro, dall’altra un’accelerazione dei tempi che spesso rende difficile la verifica, o il controllo – sottolinea -. E questo è un fatto oggettivo, che constato anche nel mio lavoro». Secondo «la nostra televisione pubblica abbia due facce: ci sono professionisti eccezionali, animati da grande passione, pronti al cambiamento, preparati e nel contempo dei format che sono arrivati al capolinea, spesso volgari, con polemiche costruite ad arte, piazze televisive dove tutti possono vomitare di tutto. E dove dunque la polemica e l’errore sono non solo dietro l’angolo, ma quasi, ineluttabilmente, cercati. Mentre la Rai dovrebbe recuperare un ruolo di alta qualità, come è stato nel dopoguerra, quando contribuì all’alfabetizzazione del Paese».

In Rai con l’alibi dello share è consentito “di tutto e di più”

La posizione del responsabile comunicazione dei Vescovi italiani fa il paio con la presa di posizione ancora più dura dell’Osservatore romano. Per il quotidiano della Santa Sede gli sms di bestemmia (ma anche il congedo dal 2015 con la canzone di Marco Masini Vaffanculo e l’orologio truccato con un minuto di anticipo rispetto alla concorrenza di Canale 5) sono chiari segnali di una tv fuori controllo con l’alibi dello share. In particolare, il mancato filtro sugli sms andati in onda dimostra che la bestemmia è ormai «considerata irrilevante se non accettabile», dice il quotidiano della Santa sede. Renzi e il suo fedelissimo direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto, sono avvertiti, visti anche i costi esorbitanti del Capodanno da Matera. Oltre trecento tra tecnici e inviati, per una trasferta degna di un’Olimpiade.