Alleanza Nazionale: tutti al lavoro per trovare una posizione unitaria

Alla ricerca di un accordo che eviti nuove divisioni. L’assemblea dei soci della Fondazione An è chiamata a votare sul futuro suo e su quello del suo patrimonio. Un futuro che il gruppo della mozione dei “quarantenni” vorrebbe di chiaro stampo politico, con la Fondazione nel ruolo di garante di una nuova formazione politica, dal nome inedito, e che includa Fdi. Il partito di Giorgia Meloni, che detiene il simbolo di An, è infatti uno dei nodi per un possibile accordo di maggioranza. “Intesa che, al termine della prima giornata di lavori – 350 su 620 aventi diritti al voto, i presenti – sembra tuttavia tutt’altro che vicina”, scrive “Il Mattino”.

Fratelli d’Italia è la chiave per un accordo che includa tutti

«Oggi la Fondazione An è chiamata a decidere se costruire una destra che attorno a Fdi sia sempre più larga e più unita sul territorio oppure se dare di sé una immagine rissosa. Io sto lavorando per arrivare ad una convergenza delle diverse posizioni», spiega Ignazio La Russa laddove Gianni Alemanno ribadisce come «la Fondazione An possa essere quel luogo in cui tutti gli elettori di destra possano trovare una casa comune» per una destra «non subalterna» né a Berlusconi né a Salvini. «Una nuova grande Destra può ridare speranza all’Italia», incalza Andrea Santoro (Ncd), tra i firmatari della mozione dei 40enni mentre Marco Cerreto, portavoce di «Prima L’Italia», fa appello alla possibilità di «offrire una prospettiva concreta al futuro della destra».

Una nuova Alleanza Nazionale per recuperare la destra diffusa e dispersa

Oggi, intanto, si è registra ta la forte protesta dei militanti Msi della sezione di Prati che, con il leader di Forza Nuova Roberto Fiore, hanno tentato di entrare nell’albergo che ospita l’incontro innescando attimi di tensione prima del ritorno alla calma. I militanti della sezione di Msi di Prati accusano la Fondazione An di non intervenire per evitare lo sgombero della storica sezione di via Ottaviano, davanti alla quale, nel 1975, veniva ucciso Mikis Mantakas, colpito a morte negli stessi giorni del processo per il rogo di Primavalle.