In Campania la Rc auto più cara: negli altri Paesi europei è circa del 45% inferiore

Un’inchiesta condotta da Il Sole 24 Ore sullabase delle più recenti rilevazioni sugli incidenti e i comportamenti stradali degli italiani porta invece a concludere che il divario tra Nord e Sud non è attribuibile a volontà discriminatorie, o peggio all’ingordigia degli assicuratori del Sud, bensì a fattori oggettivi sui quali, volendo, si potrebbe intervenire. L’anno scorso, la nota società di consulenza Boston Consulting Group ha presentato i risultati di un studio in cui ha comparato i costi delle polizze in Italia a quelli di Gran Bretagna, Germania, Francia e Spagna accertando che il prezzo medio dell’Rca negli altri Paesi europei è circa del 45% inferiore a quello in Italia. Questa maggiorazione è stata attribuita a quattro fattori.

Incidono i costi dei sinistri, le tasse, le frodi e i comportamenti degli automobilisti.

Tutti e quattro questi fattori sono infatti risultati essere più alti – o peggiori – in Italia che altrove. Poiché sulle tasse, che incidono per 52 euro in più rispetto agli altri mercati europei, non ci sono differenze tra Nord e Sud, nell’analizzare le cause delle differenze tra macro-aree italiane ci siamo concentrati sulle altre tré categorie di dati: ilcosto deismistri, il rischio delle frodi e i comportamenti di guida. Ebbene, l’analisi fatta da Il Sole 24 Ore, senza un singolo dato in contro-tendenza, dimostra che in tutte e tré le categorie i numeri del Sud sono peggiori di quelli del Nord, e quindi spiegano o “giustificano economicamente” premi più alti. Cominciamo dalla frequenza dei sinistri sul totale delle auto circolanti. Secondo i dati fornitici da Ania, l’associazione delle società assicuratrici, al Nord è del 5,67%, al Centro del 6,64% e al Sud del 6,23% (con punte del 10,43% a Napoli).

La percentuale di sinistri con danno alla persona, al Sud è di oltre il 60% superiore a quella registrata al Nord (il 24,3% contro il 15,1).

Stessa cosa per l’incidenza dei veicoli non assicurati su quelli assicurati: al Nord è del 6,8% e al Sud addirittura del 15,2% (si pensi che la media europea si attesta attorno al 3%). Abbiamo poi chiesto a due delle maggiori società assicuratrici operanti in Italia le percentuali dei sinistri finiti in contenzioso. E anche qui i numeri a noi forniti parlano chiaro. La prima società ci ha comunicato che al Nordi’incidenza dei “suoi” sinistri in causaè del 15,1% mentre al Sud del 37,3, oltre il doppio, La seconda ci ha fornito i dati regionali, ma il trend è lo stesso: in Campania sono il 20%, in Molise il 16,1%, in Basilicata l’11,7, in Calabria il 10,9 e m Puglia il 9,3, quando in Liguria, Piemonte e Lombardia siamo all’i,7% e in Friuli ancora meno. A questo punto non c’è da sorprendersi se il costo medio dei sinistri è di 4.218 euro al Nord e di 4977 al Sud. E veniamo all’annoso problema delle frodi. L’Ania ci ha fornito i numeri dei «sinistri esposti a rischi di frode», e al Nord sono lo 0,895% mentre al Sud il 2,039 percento. L’Ivass ha invece appositamente estrapolato per noi la percentuale dei sinistri contestati per frode nel 2014 sul totale di quelli denunciati: al Nord sono lo 0,9% e al Sud quasi il quadruplo: il 3,5 percento.