Carfagna cede e torna a casa: cena segreta ad Arcore da Berlusconi

8 Nov 2019 19:43 - di Redazione

Stasera cena nella villa di Arcore tra Silvio Berlusconi e Mara Carfagna. Sarà l’occasione per chiarire tutti i motivi di contrasto, le liti e i dubbi intercorsi negli ultimi mesi tra il leader di Forza Italia e l’ex ministro delle Pari Opportunità. La cena di stasera è stata propiziata dal lavoro di Gianni Letta, oscuro, prezioso e sempre ascoltato consigliere del Cavaliere e il compagno di Mara Carfagna, l’ex parlamentare Alessandro Ruben.

Cena propiziata da Gianni Letta ed Alessandro Ruben

L’obiettivo è uscire dallo stallo in cui versa il rapporto della Carfagna con l’intero vertice forzista, e al contempo far cessare il controcanto dell’attuale Vice Presidente della Camera verso Berlusconi.
Mara Carfagna si trova nell’angolo: non può andare da Renzi, perché verrebbe additata come traditrice, essendo una creazione politica di Silvio Berlusconi, e anche perché teme il tristemente famoso “Metodo Boffo”, con tutti i media del Biscione a darle contro.
Non può andare da Toti, che ha messo in piedi una creatura politica che è di fatto una costola della Lega: farebbe venire meno in tal modo la linea politica “moderata” che ha contraddistinto la Carfagna negli ultimi anni.
Nonostante il suo passato da “fascista” autodichiarata ed elettrice del MSI, Mara non vede di buon occhio nemmeno un approdo in FDI, dato che le rispettive linee politiche sembrano due rette parallele destinate a non incontrarsi mai.

Carfagna non ha scelta: sarà pace con FI?

Insomma, le resta solo di fare pace con Silvio Berlusconi, tornare a casa e incassare risultati simbolici ma di basso profilo. Quali? Sostanzialmente due, da quanto trapela in ambienti azzurri: essere lei la seconda Vice Presidente di Forza Italia, affiancando Antonio Tajani, che solo all’idea non farà salti di gioia. E poi la Carfagna vuole carta bianca all’interno di Forza Italia nella “sua” Campania, in vista anche delle prossime elezioni regionali. Due richieste di basso profilo, per l’appunto, che Berlusconi potrà facilmente gestire, dovendo solo fronteggiare i facilmente intuibili malumori interni dei vari Tajani, Gelmini, Ghedini e big vari del partito.

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