Tutti gay con i soldi degli altri: le unioni omosex costeranno più dell’IMU

“Oltre tre miliardi di euro; 3 miliardi e 464mila euro, per la precisione. Tanto costerebbero alle casse dello Stato le unioni gay se la proposta in discussione in questi giorni al Senato dovesse diventare legge. Troppo forse per le modeste capacità di spesa di un Paese che ha fatto segnare un nuovo record di debito pubblico proprio due giorni fa. Così, almeno, la pensano i senatori del Nuovo centrodestra che, decisivi per la tenuta della maggioranza che sostiene il governo di Matteo Renzi, hanno chiesto di rinviare la discussione a settembre”, scrive Paolo Emilio Russo su Libero.

3 miliardi e 464mila euro: tanto costeranno le unioni gay

La senatrice piddina Monica Cirinnà, autrice del testo, ci credeva ancora ieri mattina: «Sulle unioni gay dalla prossima settimana si potrà iniziare a votare, oggi chiederemo la calendarizzazione in Aula». Gli ex ministri Maurizio Sacconi e Carlo Giovanardi, entrambi senatori Ncd, hanno invitato però a non «affrettare» il voto su di una legge che potrebbe avere effetti importanti sulle casse dello Stato, costi finora non quantificati.

Secondo Istat, nel 2011 circa un milione di persone si è dichiarato gay

«Le unioni civili si trasformano in un costo perché estendono alle coppie omosessuali la reversibilità delle pensioni, gli assegni famigliari», spiega Giovanardi, «e introducono nuovi oneri anche per i datori di lavoro sotto forma, per esempio, di congedi». Le Commissioni di Palazzo Madama hanno chiesto un approfondimento ai ministeri dell’Economia e della Giustizia, che sono ora impegnati a scrivere una relazione tecnica per quantificare l’impatto economico: toccherà poi al Senato trovare le coperture. I tecnici dei dicasteri sono già al lavoro e mantengono il massimo riserbo sulle cifre. Il lavoro non è certo facile: non esiste – ovviamente – un dimensionamento della popolazione omosessuale italiana. Il dato più affidabile è quello raccolto dall’Istat nell’ultimo censimento (2011). Circa un milione di persone – in maggioranza uomini – si è dichiarato gay, mentre due milioni hanno dichiarato di aver sperimentato rapporti con persone dello stesso sesso.