Magalli, vi spiego perché ho fatto quella battuta su Berlusconi

Anche noi eravamo rimasti sorpresi da quel post sulla Grecia scritto sulla bacheca Fb da Giancarlo Magalli, il quale, volendo intervenire sulla  crisi greca alla vigilia del referendum, lo aveva  fatto con un’entrata a gamba tesa su Berlusconi: «La Grecia sta andando a puttane. E l’unico esperto, invece di dare consigli utili, tace. Chiuso nella sua villa di Arcore». Noi avevamo un po’ strapazzato il popolare conduttore, mai immaginando  che i commenti in rete sarebbero andati ben oltre il limite della passione politica e del buon gusto. E non lo avrebbe immaginato neanche lo stesso Magalli.  Invece il web si è infuriato, ha tracimato con insulti personali di cui naturalmente non siamo responsabili e non che condividiamo.

Magalli, un “incidente social”? Che è successo?

Non proprio un incidente. Volevo fare una battuta scherzosa come ho fatto sempre. In altri post su Renzi sono stato anche più cattivo e non ho avuto tanti insulti come in questa occasione. Anche Berlusconi, che è una persona di spirito, avrebbe riso della mia battuta, e sull’argomento tirato in ballo ci scherza anche lui…

Sarà, forse, che una battuta del genere un l’elettore di centrodestra se la sarebbe aspettata da un Vauro, da un Travaglio e non da lei, uomo sobrio, moderato?

Capisco. Ma debbo dire che molti “like” sul mio post – circa 7.300 – sono stati dati da gente di centrodestra che ha sorriso alla battuta, mentre molti “tifosi” si sono lasciati prendere la mano con insulti irricevibili. Molte donne soprattutto. Capisco tutto, la sensibilità personale, l’ironia, il momento particolare che sta vivendo Forza Italia, ma gli insulti non me li merito. Soprattutto perché conosco Berlusconi da tanti, da prima che entrasse in politica.

Che rapporti ha avuto con Berlusconi?

Io l’ho votato nel 1994. Ma ci conoscevamo da prima, ci siamo incontrati molte volte. Quando presentò Mara Carfagna in lista – lei aveva lavorato con me – mi raccontava di quanto si fosse rivelata competente e seria, me ne parlò con stima, si confidava. Era entusiasta del suo perlato da ministro. Abbiamo avuto sempre avuto rapporti cordiali e molti amici in comune.

Poi?

Non sono un vigliacco e ammetto, quindi, di essere rimasto deluso dagli anni del suo governo. Da un uomo della sua energia mi sarei aspettato di più. Spesso non l’ho condiviso. Ma un conto è la delusione, un altro sono l’odio e l’animosità, che non mi hanno mai sfiorato. Non mi sarei mai sognato di ironizzare contro Berlusconi su argomenti più seri.

Se si votasse domani?…

Voterei Giorgia Meloni. Siamo molto amici, ci sentiamo spesso, la stimo. Anche Ignazio la Russa è un vecchio amico e lo incontravo spesso quando frequentava i teatri. Veniva spesso al Salone Margherita. Le amicizie personali  rimangono sempre, ben oltre le amicizie politiche. Le persone per bene hanno la mia stima.

Ha destato stupore quella sua battuta su Fb anche perché lei non è stata mai una persona arruolabile alla sinistra, anzi…

L’imprinting è quello che è… Provengo da una famiglia borghese dei Parioli, ho sempre vissuto in una famiglia tradizionale, con nonni e zii, oltre i genitori. Mio nonno era monarchico, mio zio è stato sottosegretario alle Finanze sotto il Fascismo. Di sinistra c’era ben poco in casa. E non dimentichiamo che quando ero bambino io, il comunismo era quello legato a Mosca…

Ritorniamo a Berlusconi. Che giudizio politico dà?

Do atto a Berlusconi che con il suo essere amato-odiato ha restituito agli italiani la passione politica. Prima di lui erano i “politici di professione” a fare politica e spesso gli elettori delegavano molte decisioni a loro ,senza esserne coinvolti. La sua presenza, invece, ha ridestato  grande attenzione sui singoli provvedimenti, su ogni singola legge e anche attraverso l’animosità ha stimolato la discussione intorno alla cosa pubblica. Un interesse salutare, prima non era così.

Ora sono i grillini a rivendicare questo ruolo, questa consapevolezza. Che ne pensa?

I grillini sono una conseguenza di quel che sostenevo prima su Berlusconi. A un certo punto del ciclo politico, molti giovani arruolati da Grillo si sono resi conto che avrebbero potuto fare meglio dei loro predecessori. Certo, la loro è  una partita diversa, giocata sull’antipolitica.

Che mi dice della Rai?

Il programma che conduco da 25 anni, I fatti vostri  va a gonfie vele. Detto questo, proprio ieri insieme a tanti amici di destra abbiamo partecipato a una serata in cui abbiamo dato l’addio ad Adriano Aragozzini, l’impresario televisivo patron dei più bei Festival di Sanremo, che per il solo fatto di esseresi esposto a destra pubblicamente, non ha più lavorato. Quando An si è dissolta in azienda gliel’hanno fatta pagare… Lo abbiamo salutato perché andrà a lavorare in America, visto che da noi…