Toti a Renzi: “Cambi l’Italicum o il Paese finisce nelle mani di Grillo”

«Siamo proprio sicuri che alla fine si andrà a votare con questa legge elettorale? Che saremo obbligati a farlo con una lista unica e non una coalizione?». Lei pensa di no, presidente Giovanni Toti, chiede Paola Di Caro su “Il Corriere della Sera”? «Io penso che anche Renzi dovrà riflettere sulla convenienza di un sistema che così porterebbe al ballottaggio anche Grillo. Con il grave rischio che il Paese prenda una deriva estremista che sarebbe pericolosa e già largamente sperimentata in altri Stati europei da Tsipras a Podemos».

Toti paventa il rischio Tsipras e Podemos anche in Italia

E se l’Italicum non cambiasse, crede che la Lega entrerebbe in una lista unica? «Ma la lista unica, il partito unico, non ci sarebbero in ogni caso. Piuttosto occorre lavorare, come già stiamo facendo, per costruire un contenitore che riunisca più simboli e si gle». A oggi non sembra che tra Berlusconi e Salvini ci sia perfetta unità di intenti «Dopo questa importante e positiva tornata elettorale che ci ha permesso di vincere in regioni come la mia Liguria, il Veneto e in città anche simbolo come Venezia, Arezzo e Pietrasanta, e alla luce di sondaggi che ci danno in crescita anche se c’è da lavorare per tonificare e rilanciare il nostro partito, credo proprio che Berlusconi e Salvini possano sedersi sereni e soddisfatti attorno al tavolo per costruire il futuro del centrodestra. Troveremo la formula giusta per competere insieme».

Accordo totale con la Lega, dice Toti: manca solo il leader

Resta il problema della leadership: Salvini lancia l’Opa e pretende le primarie «Abbiamo tempo per stabilire le regole di selezione della classe dirigente, non si voterà prima del 2017-2018, anche se il Paese va a rotoli nonostante gli slogan di Renzi. E Berlusconi stesso ha detto che, se regolate per legge e serie, non è affatto contrario a primarie di coalizione. Ma possono esserci anche altri strumenti altrettanto democratici».