Kissinger avverte: «Non isoliamo Putin, ha ruolo chiave per la pace»

Intervista a tutto campo di Paolo Valentino su “Il Corriere della Sera” al grande vecchio della politica USA. Per Henry Kissinger, già segretario di stato con Nixon, collaboratore di vari presidenti, da Kennedy a Reagan (che lo cacciò dalla Casa Bianca), «Il dialogo fondamentale tra Usa e Russia sia importante per gli equilibri del mondo e che debba essere non solo perseguito, ma esteso. Mosca e Washington devono fare di tutto per evitare una politica di confronto ostile».

Per Kissinger l’Ucraina deve essere il ponte tra Europa e Russia

Cosa si può fare per risolvere la crisi in Ucraina? C’è il rischio di una escalation militare? «Purtroppo l’escalation è uno scenario possibile ma non voglio entrare nel tema. Ho già detto che l’errore fatale è pensare di poter tirare l’Ucraina completamente dall’una o dall’altra parta, mentre il suo ruolo può essere solo quello di ponte tra Europa e Russia».

Russia è importante per la pace nel mondo, spiega Kissinger

Ma non è proprio questo atteggiamento comune che stiamo perdendo nella conversazione tra grandi potenze? «I grandi Paesi si trovano in una nuova situazione storica e non sono stati ancora capaci di adeguarsi alle mutate condizioni della realtà globale». Ma c’è qualche errore che l’Occidente sta commettendo verso la Russia? «Non parlerei di errore. Ma i Paesi occidentali devono riconoscere che la Russia è importante per la pace nel mondo, che abbiamo bisogno del suo contributo per affrontare questioni gravi come le crisi regionali, il terrorismo islamico, la proliferazione delle anni di distruzione di massa, il clima, la sicurezza alimentare. A sua volta la Russia deve riconoscere il senso di limitazione che l’approccio europeo nella politica intemazionale comporta». Parlando di crisi regionali, quanto la preoccupa la Libia? «In Libia la situazione è talmente grave che bisogna stare attenti a non fare più danni. Non esiste altra soluzione che lavorare a un governo di unità nazionale riconosciuto dalla comunità intemazionale».