Il razzismo della docente nera verso gli studenti bianchi scandalizza gli Usa

Attacca con dei tweet i «maschi bianchi», che definisce «un problema demografico». E li deride mettendo in mostra tutto il suo orgoglio di afro-americana: per questo ora la professoressa della Boston University, Saida Grundy, viene sommersa dalle critiche dei suoi studenti.
Se gli studenti la contestano apertamente, la scuola, invece la difende senza se e senza ma: «E’ libertà di espressione».
«La mascolinità bianca non è un problema per i college americani, la mascolinità bianca è IL problema dei college americani», tuona Grundy da Twitter.

Anche in passato altri gesti di razzismo verso i bianchi su Twitter

E subito si scatenano le polemiche, anche perché non è la prima volta che Grundy si lascia andare a commenti razzisti.
Lo aveva già fatto in un tweet a gennaio: «Ogni settimana di Martin Luther King mi impegno a non spendere neanche un centesimo in attività gestite da bianchi. E ogni anno mi rendo più conto che è impossibile»: «i maschi bianchi sono un problema demografico».
A criticare le sue prese di posizione in modo duro sono gli studenti, che si chiedono come possa raggiungere classi composte da persone diverse anche in termini di razza alla luce dell’ostilità razziale dei suoi tweet.
Dal suo account Twitter la Grundy esplicita tutto il suo orgoglio per quella che lei è in termini di collocazione sociale e culturale. Di se dice, presentandosi con sfrontata aggressività: «sono nera, femminista e sociologa. E mi piace così». Tutto secondo il più classico dei pregiudizi vetero femministi. Sembra quasi addolorarsi di non poter sventolare anche la bandiera dell’orgoglio omosessuale. C’è da stupirsi come una persona così volutamente orientata e pregiudizialmente chiusa possa pensare di rapportarsi correttamente con gli studenti. Che, infatti, la contestano con tutte le loro forze.
Laureata all’Università del Michingan, nella sua scheda di presentazione Saida Grundy spiega che la sua «ricerca fino ad oggi si è focalizzata sulle formazioni e le ideologie di genere all’interno della classe media nera, in particolare gli uomini». E che il suo attuale lavoro «prende in esame i laureati del Morehouse College, unico college storicamente nero della nazione per gli uomini. Molto semplicemente, questo lavoro si chiede come, alla luce di una realtà nazionale in corso e del discorso sui giovani uomini di colore in crisi, gli uomini di Morehouse sperimentano sesso e virilità».