Quirinale, da vincitore Renzi irride gli sconfitti Alfano e Berlusconi

Uno sberleffo ad Alfano e uno schiaffo a Berlusconi. Matteo Renzi in un’intervista a Rtl (audio integrale) irride i grandi sconfitti delle elezioni per il Quirinale. Nessuna indulgenza verso il leader dell’Ncd e ministro dell’Interno. «Oggi bisogna lavorare con calma – dice Renzi – chi ha da leccarsi le ferite lo faccia ma non c’è bisogno di discussioni polemiche. Abbiamo eletto un galantuomo (Sergio Mattarella eletto presidente ndr), il giorno dopo si deve rilanciare, le discussioni fanno vecchia politica. Siamo qui a governare l’Italia non a compattare le alleanze interne». Il premier è ancora più sprezzante nei confronti del partito di Silvio Berlusconi «Alla Camera Forza Italia non è importante dal punto di vista numerico ma come idea di riforme condivise. Credo che Forza Italia, abbia interesse a starci ma non ha senso rimettere in discussione tutto, noi si va avanti comunque, se non vogliono andiamo avanti anche senza». Renzi si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa, nei confronti dei suoi oppositori interni. «C’era chi si chiedeva chissà cosa c’ è sotto il patto del Nazareno. Non c’è nulla. Dicevano: c’è sotto l’elezione del presidente della Repubblica, la giustizia…in Italia c’è il complottismo, le trame segrete, guardano troppo serie tv ed ecco il “Nazareno 7”. No, le regole si scrivono insieme. Chi sospettava il patto segreto sabato ha avuto la risposta».

Archiviato il Quirinale, ora la legge sul fisco

E a proposito della “presunta” norma ad hoc per Berlusconi (il decreto sulla delega fiscale che tornerà in consiglio dei ministri il 20 febbraio dopo le polemiche) Renzi chiarisce: «Quando sento che in Italia sono tutti evasori mi indigno…Ci sono persone che devono avere regole certe e chiare e per questo avevano pensato alla norma del 3 per cento per intervenire su chi è in buona fede». In particolare «sulla norma del 3% stiamo valutando, verificando, vedremo se cambiarla e come. Il senso è che se fai il furbo e ti becco ti stango, ti faccio pagare il doppio ma non diamo corso al processo penale se c’è buona fede. Berlusconi non c’entra niente ma bisogna dividere tra gli evasori e chi fa errori in buona fede».