Terremoto nel Ncd: si dimettono Sacconi e Saltamartini

Non si attenuano le tensioni all’interno del gruppo Ncd-Udc dopo la decisione del partito di votare Sergio Mattarella per l’elezione a capo dello Stato. Maurizio Sacconi ha presentato le proprie dimissioni da capogruppo a Palazzo Madama a causa della decisione di 11 senatori centristi di appoggiare il nome di Mattarella senza attendere le indicazioni di gruppo. La scelta è irrevocabile e ad effetto immediato. «Maurizio Sacconi è un amico che non dissente dal nostro progetto politico», ha commentato Angelino Alfano.

Saltamartini: voto scheda bianca per ricompattare il centrodestra

Ma Sacconi non è stato il solo. Anche Barbara Saltamartini si è dimessa da portavoce del partito. «Ritengo di non poter fare scelta diversa da quella di votare scheda bianca e di dimettermi da portavoce del partito». Una scelta non contro il candidato al Colle – ha spiegato – ma dovuta al metodo utilizzato e al mutamento della maggioranza. «Ho deciso di votare scheda bianca, contrariamente a quanto farà il mio partito, per rispetto che ho delle Istituzioni soprattutto nel momento dell’elezione del Presidente della Repubblica. Il mio dissenso non è assolutamente sul nome di Sergio Mattarella, che mi auguro possa essere un Presidente al di sopra delle parti, quanto perché ritengo del tutto errato il metodo con cui si è arrivati a questa scelta. Una scelta che di fatto compromette la possibilità di poter ricostruire un nuovo grande schieramento di centrodestra dal momento che solo Ncd voterà per Mattarella, mentre Fi si asterrà e Lega e FdI voteranno per un altro candidato. Ma soprattutto – ha aggiunto la Saltamartini – non posso non constatare come da oggi cambia anche la maggioranza che sostiene Renzi, che si sposta più a sinistra con il sostegno di Sel. Per questo, con la stessa coerenza e lealtà che ha sempre contraddistinto la mia azione politica, ritengo di non poter fare scelta diversa da quella di votare scheda bianca e di dimettermi da portavoce del partito. Ncd era nata con l’obiettivo di realizzare un polo di aggregazione per il centrodestra, non possiamo rinunciare a quel progetto, serve responsabilità verso i nostri elettori senza far conti con la calcolatrice, ma mettendo al primo posto i valori in cui crediamo».