Il capo dell’Isis: «Non fermerete la nostra avanzata su Roma»

L’Isis ha diffuso un nuovo messaggio audio del suo leader, il califfo al Baghdadi, che esorta i jihadisti a «portare i vulcani della jihad ad eruttare ovunque». Lo riferisce Site, sito americano di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web, dopo la diffusione di voci non confermate sulla morte o il ferimento del capo dell’Isis. Il messaggio è di fatto una risposta alle indiscrezioni riportate dalla stampa americana. Nel messaggio, il califfo dice, tra l’altro, che «la marcia dei mujaheddin proseguirà fino a quando non raggiungerà Roma» aggiungendo che «i missili dei crociati non fermeranno la nostra avanzata su Roma». Per la propaganda jihadista Roma è il luogo simbolo dell’Occidente cristiano.

Il califfo è vivo: il messaggio cita fatti di due giorni fa

Nel nuovo messaggio audio diffuso dall’Isis, al Baghdadi fa riferimento all’invio di altri 1.500 soldati americani annunciato dalla Casa Bianca il 9 novembre, il giorno dopo la diffusione di voci di un suo ferimento o uccisione in un raid aereo Usa; al Baghdadi cita inoltre eventi ancor più recenti come l’impegno del gruppo Ansar Beit al Maqdis e combattenti in Libia, Arabia Saudita e Yemen che risalgono all’11 novembre: indicando così che è vivo. In tutto, la durata del messaggio è di 17 minuti. Il leader dell’Isis parla poi dell’obiettivo di espandere il califfato a Yemen, Egitto, Libia e Algeria. Il califfo dice pure che è «solo una farsa mediatica» la partecipazione alla coalizione internazionale anti-Stato islamico dei piloti dei Paesi del Golfo. «Gli ebrei e i crociati – sostiene la voce, che per gli esperti contattati dalla Nbc è quella del califfo – non hanno bisogno dei piloti effeminati tra i soldati dei governanti del Golfo. E la storia della loro partecipazione nella crociata è solo una farsa mediatica».

Orrore dalla Libia: un video mostra un’altra decapitazione

Nelle stesse ore, un giovane catturato mentre combatteva tra le file dell’ex generale libico Khalifa Haftar nell’est della Libia è stato decapitato. Lo riferisce il Times online. Per la prima volta i miliziani di Ansar al Sharia, affiliati allo Stato islamico, hanno postato online il video della decapitazione del prigioniero in pieno “stile Isis”. Il volontario si chiama Ahmed Muftah El-Nazihi e appare terrorizzato mentre pronuncia la dichiarazione che i membri di un gruppo jihadista, parte di Ansar al-Sharia, gli hanno fatto leggere. «Consiglio a quelli che erano con me di abbandonare le loro attività e tornare alle loro case o dovranno affrontare lo stesso destino: la decapitazione». Alcuni uomini incappucciati attorno al giovane hanno poi portato a termine la loro barbara esecuzione e mostrato la testa della vittima.