Matteoli: «Smaschereremo il bluff di Renzi. La Leopolda? Uno show»

La Leopolda? Altero Matteoli non ha dubbi: «La solita sceneggiata di Matteo Renzi. Ormai l’uomo ritiene di non avere avversari né all’interno del suo partito né negli altri partiti e va avanti con questa autocelebrazione quotidiana. I problemi del Paese, però, non li risolve».

Senatore, quindi anche lei, come Silvio Berlusconi, ritiene che il premier sia un bluff?

Sì. Quando uno ha tutti i media dalla sua parte, ha una maggioranza in Parlamento che nessuno ha mai avuto, neanche Berlusconi nel 2008, ma non risolve un problema che sia uno, è un bluff. E anche tutta questa sicurezza che ostenta… è vero che è un’area minoritaria, ma c’è un pezzo del suo partito che minaccia di andarsene e poi ci sono stati i sindacati in piazza e lui non ha nemmeno preso contezza di cosa abbia significato.

Proprio alla luce della Leopolda, diversi osservatori e anche alcuni esponenti della minoranza Pd ritengono che Renzi auspichi la scissione. Lei lo ritiene possibile?

Ragionando con una logica politica, dovrei dire di sì. Però bisogna tenere conto del fatto che Renzi è un personaggio particolare, tutto quello che dice e che fa lo fa con gli stessi toni che ha usato alla Leopolda nei confronti degli oppositori interni. In Italia, in Europa, sulla scena internazionale quelli sono i suoi toni. Per un altro politico direi che, sì, vuole la scissione. Per lui dico che bisogna considerare l’uomo.

E crede alla tesi secondo cui il premier cercherebbe l’incidente per tornare al voto?

No, a questo non credo. Lui ha un’ampia maggioranza. Alla Camera è amplissima, al Senato con le diaspore si è rafforzata, non so se andando a votare potrebbe avere la stessa maggioranza. Per questo non credo che lui voglia andare alle urne.

Quindi, dietro certe “spigolosità” vi sarebbe solo un fatto caratteriale?

È un giovane, che si è trovato a guidare il Paese senza essere eletto. Ritiene che tutto gli sia dovuto.

In questo atteggiamento non pesa la sensazione di non avere avversari, come diceva prima?

Pesa, certo. Ma se Forza Italia, fatta salva la collaborazione sulle riforme, prende con decisione il mestiere dell’opposizione le cose possono cambiare.