Schiaffo ai cattolici, sfregiato il “Padre Nostro”: ora si prega per il “comunista” Chavez

È la preghiera più famosa contenuta nei Vangeli, il Padre Nostro. Fu insegnata da Gesù ai suoi apostoli, che gli chiesero di impararla proprio mentre lui era intento a parlare con Dio. Ha una grandissima tradizione, piena di sacralità, un punto fermo di decenni della nostra storia culturale e religiosa. Fino ad oggi la preghiera delle preghiere era rimasta immune dalle ironie e dagli attacchi del mondo materialista. Ma ora è stata piegata alle esigenze del “compagno” Nicolas Maduro, il presidente del Venezuela che viaggia in pessime acque, travolto dalle proteste di piazza. E il dio di Maduro non può essere che il comunista Chavez, al quale ha dedicato la versione riveduta e corretta proprio del Padre Nostro, un vero schiaffo ai cattolici e alla religione. Ma si sa, per l’uomo dal pugno chiuso la vera divinità è il “comandante eterno della rivoluzione”. La preghiera inizia con un verso già di per sé indicativo, una scopiazzatura offensiva: «Chavez nostro che sei nel cielo, nella terra, nel mare e in noi», così devono cominciare a pregare i rappresentanti del Partito Socialista Unito del Venezuela (Psiv). Per poi continuare: «Sia santificato il tuo nome, venga a noi la tua eredità, per poterla noi portare ai popoli di qui e di più in là», prosegue l’orazione. «Dacci oggi la tua luce perché ci guidi ogni giorno, non ci lasciare cadere nella tentazione del capitalismo e liberaci dal male dell’oligarchia, del delitto e del contrabbando, perché nostra è la patria, la pace e la vita per i secoli dei secoli. Amen, viva Chavez». Per il popolo venezuelano è un altro colpo basso, costretto a subire l’ennesima pagliacciata.