Vuoi che tuo figlio disegni mamma e papà? L’assessore milanese dice che discrimini i gay…

Quelli che dissentono sono pazzi o, comunque, disturbati. In ogni caso, hanno bisogno di uno specialista, «di quelli bravi, eh». A pensarla così è l’assessore al Welfare di Milano Pierfrancesco Majorino, finito al centro di numerose critiche per il piano anti-discriminazione omosessuale che vorrebbe attivare nelle scuole. Il progetto prevede un programma di formazione per gli insegnanti, primi fra tutti quelli delle materne, che dovrebbe metterli in grado di gestire le situazioni discriminatorie e di evitare attività che le alimentano. Ma quali possono essere le occasioni a rischio? Per esempio, disegnare la mamma e il papà. «L’insegnante della figlia della Iardino non può ad esempio dire alla classe “facciamo un disegno con la mamma e il papà”, perché in questo modo discrimina la bambina», ha spiegato Majorino, facendo riferimento a una mamma e consigliera comunale lesbica, Maria Rosaria Iardino del Pd. «Ecco – ha proseguito l’esponente della giunta Pisapia, anche lui del Pd – vogliamo che gli insegnanti siano preparati a gestire un caso come questo». Un piano anti-discriminazione di questa natura, che sarà stilato formalmente nelle prossime settimane, per poi passare al vaglio delle commissioni e del consiglio comunale, è perfettamente in linea con la modifica già realizzata dei moduli scolastici, in cui le diciture “madre” e “padre” sono state cancellate per fare posto a “genitore 1” e “genitore 2”. Proprio la vicenda dei moduli, però, avrebbe dovuto insegnare qualcosa alla giunta Pisapia: la foto di un documento scolastico corretto a penna da una mamma che non ci stava a farsi chiamare “genitore 1” ha fatto il giro del web, diventando virale e facendo emergere anche sui media tradizionali tutto il malcontento rispetto a certe iniziative che finiscono per creare una discriminazione al contrario. Ma la lezione è stata ignorata a Palazzo Marino, dove non solo si va avanti spediti con l’affermazione della ideologia gender, ma c’è anche chi bolla le critiche come espressione di un qualche disturbo mentale. «A tutti quelli che in queste ore mi fanno piovere insulti perché sostengo i diritti delle persone omosessuali consiglio, per star meglio con se stessi, di consultare uno psicologo», ha scritto Majorino sulla sua pagina facebook, aggiungendo quella raccomandazione sulla scelta di un professionista di qualità.