Scienziati da tutto il mondo a Predappio: così rinasce l’ex fabbrica aeronautica del Duce

Modernissime quando furono realizzate, ora le gallerie sotterranee dell’ex fabbrica Caproni di Predappio tornano a essere impianti all’avanguardia: diventeranno un laboratorio per lo studio dei fenomeni di aerodinamica e fluidodinamica, fra i quali quello delle turbolenze degli aerei. È il “Progetto Ciclope”,

nato dall’iniziativa dell’università di Bologna e di un gruppo internazionale di scienziati, che hanno individuato nella struttura voluta dal Duce un luogo ideale per le proprie ricerche. Le gallerie entreranno in funzione in autunno, ma già il 5 aprile saranno presentate al pubblico con una giornata di apertura straordinaria, che consentirà di conoscere il nuovo allestimento, ma anche di riscoprire questa testimonianza dell’ingegno italiano. I tunnel sotterranei erano parte integrante di quella fabbrica di aerei Caproni che entrò in attività nel 1935 e che, come spiega il sito istituzionale del “Turismo forlivese”, «divenne simbolo della potenza e dell’infallibilità del regime fascista con la costruzione degli aerei trimotori Savoia Marchetti S. M. 81 Pipistrello». Sullo stesso sito si legge anche che «nel dopoguerra lo stabilimento fu adibito ad altre attività», tra le quali «oggi sono state impiantate, tra le prime in Italia, coltivazioni di funghi champignons». Si accenna anche a «progetti di allestimento di un museo aeronautico», ma – benché assai più dignitosa della coltivazione di funghi – anche un destinazione esclusivamente museale non avrebbe reso giustizia a questo complesso. Fra i primi a capire l’importanza del progetto ci fu Angela Ferrini, sorella di Benizzi, il fondatore del negozio Ferlandia, scomparso a ottobre. Le cronache ricordano una Ferrini, all’epoca come oggi consigliera comunale del centrodestra, che fece il diavolo a quattro per portare gli scienziati di Ciclope alle ex Caproni. Era il 2006 e la “pasionaria” di Predappio cercò anche il contatto diretto con l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, perché aveva compreso che Ciclope poteva essere «un’’opportunità unica per l’Italia, che però le lentezze burocratiche rischiano di vanificare». «Il rischio è che l’’Italia perda un’’occasione storica per realizzare un’’opera importantissima per la ricerca scientifica e l’’economia del Paese. Al “Progetto Ciclope” sono interessate anche altre nazioni, con in testa la Germania, che sarebbe ben felice di scipparci la candidatura», spiegò in un’intervista al Giornale, nella quale si ricordava anche la sua battaglia, storica e insieme quotidiana, contro il tentativo di «demussolinizzazione» della città messo in atto dalle maggioranze di centrosinistra che si sono susseguite in Comune. «Ma non distraiamoci dall’obiettivo centrale», ammoniva comunque la Ferrini. «Grazie al “Progetto Ciclope” avremo la possibilità di intervenire in molti settori della vita comune: dalla riduzione dei consumi alle previsioni atmosferiche, dall’’abbattimento delle emissioni inquinanti all’’aumento della sicurezza in campo aerospaziale», disse, perorando una battaglia che oggi è finalmente vinta.