“Genitore 1” e “genitore 2”: il liceo Mamiani di Roma soddisfa i desideri della Kyenge e della sinistra

“Genitore 1” e “Genitore 2” al posto di “padre” e “madre” sul libretto delle giustificazioni degli studenti dello storico liceo classico Mamiani di Roma. Non un istituto qualunque: è il liceo di Porci con le ali, il liceo simbolo del Sessantotto, liceo della borghesia di Prati, della Roma bene progressista e che vanta tra i suoi alunni dal Nobel Emilio Segrè ai fratelli Muccino, da Altiero Spinelli a Nicola Piovani, tanto per fare qualche nome. A cambiare la dicitura ci ha pensato la preside dell’ istituto, Tiziana Sallusti, che trasecola di fronte alle critiche che piovono, soprattutto dal Pdl: «È stata una cosa naturale, e nel pieno rispetto del diritto di famiglia, anzi, una cosa richiesta dalle stesse famiglie». Perché, sottolinea, «la famiglia è cambiata, e la metà degli studenti vivono in nuclei allargati». Prima di lei, a fare da apripista, è stato il comune di Bologna con i moduli di iscrizioni alle scuole. E anche in quel caso ci furono polemiche. «Purtroppo le cattive mode attecchiscono più velocemente delle altre», commenta Gianni Alemanno, che chiede un intervento del provveditore. E proprio dal Pdl si levano le critiche maggiori a difesa della famiglia “padre-madre”. Ma la preside non ci sta: «Quando abbiamo dovuto rifare la modulistica – spiega – mi è sembrata la cosa più naturale possibile far scrivere quella dicitura. La scuola deve rispettare tutti i tipi di famiglia. Insomma l’importante per la scuola è che chi firma la giustificazione sia la stessa persona che ha depositato la firma in segreteria. Ma questa piccola rivoluzione è una furbata politca. Federico Iadicicco, membro della costituente regionale di Fratelli d’Italia, tuona contro il provvedimento e lo definisce una «boutade propagandistica». A lui fa eco il capogruppo del Pdl capitolino, Sveva Belviso: «Si tratta di una ridicola carnevalata arrivata in anticipo sulla stagione». E di «idiozia ideologica» parla su Twitter il vice capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli. Tutte critiche di cui la preside Sallusti si meraviglia, perché l’importante è fare da megafono alla sinistra e alla Kyenge.