Bambini rapiti dai rom: terzo caso in pochi giorni. Trovati i genitori di Maria: sono bulgari

Ancora una coppia di rom, entrambi sui 20 anni di età, arrestata in Grecia perché fortemente sospettata di aver rapito un neonato di due mesi trovato con loro sull’isola di Lesbo. L’arresto, come riferiscono i giornali ateniesi, è venuto sulla scia del caso della piccola Maria, la bambina di circa cinque anni bionda e con gli occhi verdi ritrovata la settimana scorsa in un campo rom nella Grecia centrale e risultata non essere figlia dei coniugi che la tenevano in casa insieme con un’altra dozzina di ragazzini. «I primi accertamenti indicano che i due (arrestati, ndr) non sono i genitori del neonato», ha detto un portavoce della polizia, secondo cui una terza persona è stata fermata in relazione al caso. La giovane coppia è stata bloccata dopo che un impiegato dell’anagrafe di Lesbo si è insospettito perché gli era stata presentata un’autocertificazione per la nascita del neonato invece che una dichiarazione dell’ospedale come richiesto dalla legge. Nei giorni scorsi la Corte Suprema ha disposto la massima allerta negli uffici dell’anagrafe di tutto il Paese per contrastare il troppo diffuso fenomeno del traffico di minori in particolare dalla vicina Bulgaria. E proprio di questo Paese sono i genitori della piccola Maria. La madre si chiama Sasha Ruseva e ha 35 anni, secondo quanto riferito dall’edizione online del quotidiano “Kathimerini” citando fonti giornalistiche bulgare. Secondo il quotidiano, la donna – arrestata nella località bulgara di Gurkovo – avrebbe dato alla luce Maria in un ospedale di Lamia, sempre nella Grecia centrale, nel gennaio 2009, prima di affidarla alla coppia di rom con cui la piccola è stata trovata. Uno dei figli della Ruseva, come ha riferito la Tv di Stato bulgara, ha detto all’emittente che sua madre ha riconosciuto la piccola quando ha visto la sua immagine trasmessa dalla televisione. La polizia bulgara sta comunque conducendo ulteriori indagini per accertare con sicurezza se la Ruseva sia veramente la madre di Maria. La donna, come hanno riferito alcuni media, dopo il suo arresto da parte delle autorità di Gurkovo avrebbe detto: «Ho dato via mia figlia perché non avevamo da mangiare». Per adesso la bimba è stata affidata alle cure dell’organizzazione per l’assistenza all’infanzia “Hamogelo tou Paidiou” (“Il sorriso del bambino”). Nei giorni scorsi un’altra bambina bionda di sette anni e con gli occhi azzurri è stata trovata dalla polizia irlandese presso una famiglia rom a Dublino. Il test del Dna ha comunque dimostrato che la bambina è effettivamente figlia della coppia rom. I genitori non erano stati in grado di provare l’identità della piccola e confermare di essere i genitori biologici: da qui i sospetti di rapimento. Ciò conferma che pure le tribù rom, come loro stesse sostengono, possono dare alla luce bambini biondi con occhi azzurri o verdi, ma ciò non giustifica affatto la gravità del reato di rapimento da parte degli stessi nomadi, come purtroppo troppo spesso accade.