Sei donna? Non puoi lavorare sulle spiagge di Jesolo per non offendere i musulmani

Sei donna? Non puoi lavorare nello stabilimento balneare. Non è una disposizione imposta dal governo di Abu Dhabi o dallo sceicco di qualche località del Marocco. Accade nel nostro civilissimo Nord Est, per la precisione sulle spiagge di Jesolo. La località balneare che un tempo era il paradiso dei divertimenti, soprattutto dei turisti tedeschi, è costretta a prendere questa decisione per avere una stagione estiva più serena rispetto a quella passata. Lo ha annunciato il presidente della Federconsorzi, Renato Cattai alla conferenza stampa dove erano presenti anche il sindaco e il capo della polizia locale. Tutti d’accordo sulla necessità di doversi adattare alla situazione.

Il ruolo da ricoprire era quello di “beach steward”, un po’ vigile urbano, un po’ bagnino alla Baywaytch. Le selezioni sono state fatte da tre agenzie di vigilanza, ma a una condizione. Nessuna donna. «Nel 2012 le ragazze hanno svolto benissimo il loro compito — ha spiegato Cattai —ma abbiamo rilevato che in vari casi sono state motivo di tensione con gli immigrati e non certo per colpa delle operatrici».  Il motivo? La diversa considerazione della donna nella religione musulmana. Il più delle volte il venditore ambulante non prende ordini se a farlo è qualcuno che, al suo paese, non ha l’autorità per farlo. «Abbiamo riscontrato che il musulmano non tollera di essere rimproverato da una donna— continua Cattai —la considera un’offesa, si agita, risponde in malo modo, creando situazioni di tensione. E così abbiamo deciso di impiegare solo maschi». Il compito dei cinquanta assunti? «Quello di informare i turisti e ospiti della spiaggia, sulle sanzioni per chi acquista prodotti contraffatti da abusivi e massaggi, ma anche essere un riferimento per ogni cosa che avviene in una concessione, dove può fermarsi solo chi ha titolo. Sono in stretta collaborazione con i bagnini sulla spiaggia, risultano utilissimi nel caso di bambini che si sono persi». Ma per le donne non ci sarà spazio. Con tanti saluti alle pari opportunità.