Il grilino scopre che in Parlamento si cucca alla grande: «Diventi onorevole e ci provano tutte»

Entrare in politica ha i suoi vantaggi. Si trovano un sacco di fanciulle disponibili. Se pensate a Silvio Berlusconi siete fuori strada. A esprimere il concetto è un deputato del Movimento 5 Stelle. Da pochi giorni in Parlamento, non una sola interrogazione all’attivo, non un provvedimento legislativo, ha avuto però il tempo di capire che da politico si “cucca” alla grande. Mattia Fantinati, 38 anni, ingegnere, lavora per una ditta tedesca nel campo del fotovoltaico e delle energie rinnovabili. Veronese, parlata alla Jerry Calà. Sembra uscito da un film come I fichissimi. Manca solo che esclami «libidine e doppia libidine», quando svela di come l’elezione gli abbia portato vantaggi niente male dal punto di vista della vita sentimentale. Il neo onorevole fa l’errore di confidarsi con Il Fatto quotidiano, nell’intervista alla bella e perfida Beatrice Borromeo. «Se lo scrive la distruggo – dice alla giornalista lo sprovveduto grillino– ma quel faro che mi si è acceso addosso, così all’improvviso, non ha parato solo critiche e invidie: ma donne. Frotte di donne». È sicuro che la bionda intervistatrice non riporterà nulla e si lascia andare a millanterie da vitellone di paese: «Prima di diventare cittadino od onorevole, come dite voi, di ragazze ne avevo zero. Adesso ci provano tutte, ma dato che non mi fido il risultato è comunque ancora zero». Ma la legislatura è ancora lunga e c’è tempo per selezionare la prescelta, come se anziché un seggio alla Camera avesse conquistato un posto di tronista a Uomini e donne.

Il curriculum politico del cittadino Fantinati? Non pervenuto. È uno dei tanti ad avere vinto la lotteria on line delle “parlamentarie”:  ha raggranellato 75 clic e ha vinto un seggio a Montecitorio. L’unico concetto politico che ha saputo esprimere finora lo ha rilasciato a Radio 24: «Fare il parlamentare non deve essere troppo remunerato, così ci andrà solo chi ha davvero a cuore gli interessi del Paese». Voto di povertà rinnovato. Per quello di castità se ne parla un’altra volta.