La diaspora della destra non risparmia le famiglie: due figlie di Almirante e due nipoti del Duce in liste diverse

Due figlie di Almirante candidate in liste diverse (La Destra e Fli), due nipoti di Mussolini candidate anche loro in partiti differenti (Pdl e Fli). Le prime due sono Giuliana De’ Medici, figlia di Giorgio Almirante e donna Assunta e Rita Almirante, l’unica con il cognome del padre comune Giorgio, figlia appunto dell’ex leader del Msi e della sua prima moglie Gabriella Magnatti. Giuliana si presenta con La Destra di Storace, in corsa per la Regione Lazio, e dovrà vedersela nella medesima competizione anche con Rita, entrata nella lista centrista di Giulia Bongiorno, in quota Fli. Nessun problema per donna Assunta, che voterà Storace e sua figlia Giuliana. Le due sorelle, racconta la vedova di Almirante, «si sono a malapena incontrate, non si sono mai frequentate, ma non hanno contrasti. Sono due donne adulte e intelligenti. Giuliana è una persona preparata, con tanta esperienza alle spalle, colta, capace, che ha riflettuto molto prima di candidarsi, perciò credo che valga la pena di votarla. Per quel che riguarda Storace, ritengo che sia uno dei pochi, anzi dei pochissimi, politici coerenti: è nato come uno di destra e continua come uomo di destra. Non come certi che hanno fatto balletti e contorsioni a più non posso».

Per riassumere la storia della famiglia, Giorgio Almirante e donna Assunta, quando si incontrarono, erano entrambi impegnati. Assunta si era sposata con il marchese De’ Medici. Dalla loro unione nacquero tre figli: Marco, Marianna e Leopoldo. Giorgio Almirante si era invece sposato con Gabriella Magnatti, dalla quale aveva avuto la figlia Rita. Quando i due si incontrarono era il 1952, e il divorzio allora in Italia non era possibile. Come nacque Giuliana, il marchese, che «era un uomo generoso, una persona perbene, nonostante ci fossimo già separati le volle dare il suo nome», ha raccontato donna Assunta.

L’altra sfida è fra due nipoti del Duce: la più nota è Alessandra Mussolini, già deputata, che si presenta con il Pdl al Senato in Campania, mentre l’altra è Edda Negri Mussolini, che si candida con il partito di Fini in Emilia Romagna. Di Edda si è parlato in questi giorni perché, riferendosi a quanto dichiarato da Berlusconi a proposito del nonno, si era detta d’accordo con il Cavaliere: «Mio nonno ha fatto anche cose buone», scatenando le ire di Alessandro Ruben, deputato di Fli e candidato al Senato per la lista unitaria montiana, nonché consigliere dell’Unione delle comunità ebraiche: «Le parole della Negri Mussolini – ha detto Ruben – sono quanto mai inopportune in un momento in cui l’antisemitismo avanza». Dunque anche i cognomi illustri della destra prendono vie diverse in questa tornata elettorale. Un segno dei tempi, ma anche la riprova che nessuna anima della diaspora postmissina può rivendicare l’esclusiva fedeltà alle origini.