Valentina che usa il suo corpo citando Kant

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In principio, almeno per noi, fu Moana Pozzi nietzscheana di ferro, a volte un po’ “mistica”, cattolica a suo modo e dalla risposta pronta. La ricordiamo timida, introversa. Meno ragione e più sentimento, istinto e disincanto in un corpo solo. Valentina Nappi diva hard del momento, ventuno anni, bruna di Scafati provincia di Salerno e porno-performer, è molto diversa.
Tanto per cominciare, se leggi quello che scrive sul suo blog – “In punta di capezzolo”, più esplicito di così? – ti accorgi che ha frequentato le scuole – diciamo così – con lo spirito giusto. Crede nelle rivoluzioni e non ha obiettivi minimi: sogna e sogna in grande. Non si fa mancare niente, ama Ravel, le citazioni di Confucio e le tecniche di Rocco Siffredi col quale ha girato l’estate scorsa. Anni luce di distanza dalla femmina muta d’accento e di pensier, dalla modella tutta curve o dalla mangiatrice di uomini che si porta a letto l’intellettuale, il politico o lo sportivo. Se la accusi di “immoralità” o di “nichilismo” risponde piccata sul blog del “Corriere della Sera” citando Kant, se le fai la domanda sbagliata passa al contrattacco, se accenni al “senso della vita”, parla di progetti per il futuro, accusa la “tradizione”, cita (non a sproposito) pescando in alto e conclude con una carezza ai sogni (i suoi).

Leggi l’articolo in versione integrale sul domenicale del 13 maggio