Le accuse sulla manovra
Scuola, sinistra bocciata anche in matematica. FdI: “I 7000 licenziamenti sono fantasie, i tagli li volevano loro”
Fake news sulla scuola, è il titolo della giornata politica di oggi nella quale qualche giornale di opposizione e qualche esponente della sinistra politica e sindacale si è scatenato nel dare i numeri sui tagli al comparto dell’istruzione che il governo Meloni avrebbe apportato. Eccoli, nelle fantasie di chi li ha dati: 4.925 posti in meno tra i docenti, 2.049 posti in meno per il personale ATA, cioè amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici, in tutto, 6.974 posti complessivi in meno, che salirebbero a 14.808 considerando anche le riduzioni già previste da precedenti provvedimenti.
Apocalypse school? No, la verità è molto diversa. La riduzione degli organici si inserisce in un processo di razionalizzazione della spesa scolastica alla luce del calo demografico e della conseguente diminuzione degli studenti. La riduzione dei posti in organico dai licenziamenti effettivi non ha nulla a che vedere con i presunti 7mila insegnanti e dipendenti licenziati. Si tratta di misure previste nel disegno di legge di Bilancio 2027, ancora soggetto all’esame parlamentare, ma in ogni caso di quei 7mila docenti tagliati non c’è e non ci sarà traccia.
Scuola, le bugie della sinistra sui 7000 licenziamenti
“Non avendo argomenti veri su cui criticare la manovra, la sinistra li inventa. Così è, ad esempio, sull’asserito taglio di 7.000 docenti di cui invece la sinistra dovrebbe ben sapere di cosa si parla, visto che è uno degli impegni assunti dai loro governi con la Ue in sede di approvazione di Pnrr. E che la cosa non avrebbe dovuto generare scandalo lo si deve al fatto che non si parla di tagli di cattedre. Infatti, a fronte di un calo dell’1,5% di studenti si avrà una copertura del turn over del 99,5%. Quindi nessun taglio, nessuna riduzione, soltanto l’applicazione di un principio elementare tra l’altro deciso dalla stessa sinistra. E riguardo Conte e i suoi parlamentari che criticano la manovra, potrebbero invece rimediare ai conti sballati del superbonus mettendo di tasca loro qualcuno dei miliardi spesi per tale misura. Soldi degli italiani “gratuitamente” usati da Conte per distruggere i conti pubblici”, dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, che replica a Pd, M5S e Avs pronte a dare i numeri al Lotto.
Gli errori dei governi precedenti e la sitazione attuale, parla Bucalo (FdI)
“Lo slogan ripetuto in queste ore sul presunto taglio di 7.000 insegnanti nella scuola pubblica è falso sotto il profilo numerico, tecnico e didattico. Basta leggere l’articolo 66, comma 5, del disegno di legge di Bilancio per smentire una ricostruzione infondata”, aggiunge la senatrice di Fratelli d’Italia Ella Bucalo, componente della commissione Cultura e Istruzione del Senato e viceresponsabile del dipartimento Istruzione del partito.
“Il punto centrale è che non viene toccata una sola cattedra curricolare: l’intervento riguarda esclusivamente l’organico del potenziamento, introdotto dalla legge 107 del 2015 per attività progettuali o supplenze brevi, e mai i docenti impegnati nelle lezioni ordinarie in classe. Non ci sarà alcun esubero né alcun licenziamento: si tratta unicamente di una parziale mancata sostituzione sul turn-over dei pensionamenti a partire da settembre 2027, pari appena allo 0,5% di un organico che supera gli 800.000 insegnanti. La sinistra omette inoltre due dati strutturali. Il primo è l’andamento demografico: per effetto della denatalità degli ultimi quindici anni, la scuola italiana perde ogni anno tra i 100.000 e i 120.000 iscritti, l’equivalente di circa 5.000 classi. A fronte di un calo degli studenti dell’1,5% annuo, un adeguamento del turn-over limitato allo 0,5% sul solo potenziamento fa sì che il rapporto tra insegnanti e alunni per classe non peggiori, ma migliori ulteriormente, attestandosi al livello più favorevole della storia repubblicana. Il secondo dato è che la rimodulazione progressiva delle dotazioni organiche in base all’andamento demografico dà seguito agli impegni sul Pnrr sottoscritti con la Commissione europea dai governi precedenti nell’ambito della riforma del reclutamento, già contabilizzati a legislazione vigente nella legge di Bilancio 2025. Ancora una volta, ai numeri di fantasia delle opposizioni rispondiamo con la realtà dei fatti e degli atti parlamentari», conclude la senatrice Bucalo.