Wanted
Sciamane, truffatrici e ladre di diamanti: chi sono le sei donne più “ricercate” d’Europa. Tra gli uomini anche due boss italiani
Dalla fioraia che voleva far uccidere il marito alla falsa guaritrice dei raggiri milionari. Europol diffonde i volti delle latitanti
Una fioraia che aveva messo una taglia da 50mila euro sulla testa del marito, una sedicente sciamana capace di farsi consegnare fortune promettendo di spezzare maledizioni, una presunta complice di una rapina da decine di milioni di euro e due madri accusate di essere fuggite con i figli. Sono sei le donne che figurano attualmente nell’elenco dei cinquanta latitanti più ricercati d’Europa. Storie criminali profondamente diverse, accomunate dalla fuga e dalle ricerche internazionali. I loro volti compaiono su «Europe’s Most Wanted», il portale della rete investigativa Enfast, sostenuta da Europol, nella speranza che una segnalazione possa mettere fine alla loro latitanza. Tra i ricercati figurano anche due vecchie conoscenze della criminalità organizzata italiana: Giovanni Motisi e Renato Cinquegranella, entrambi condannati all’ergastolo.
Dalla fioraia slovacca alla sciamana dei milioni
La prima è Eva Zámečníková, 45 anni, slovacca. Nel gennaio 2014 progettò di eliminare il marito per impossessarsi della sua parte di patrimonio, offrendo 50mila euro a un sicario. A salvare l’uomo fu proprio il killer incaricato di ucciderlo, che denunciò il piano alla polizia. Nel 2020 la donna è stata condannata definitivamente a otto anni.
Il suo nome non è nuovo ai lettori del Secolo d’Italia: già nel dicembre 2024 raccontavamo la vicenda dell’insospettabile fioraia, allora unica donna nell’elenco europeo. Oggi l’ambiente si è fatto affollato.
C’è poi infatti Mariana Mijailovic, 45 anni, austriaca di origini serbe, conosciuta come Amela. Secondo gli investigatori, prometteva di scongiurare malattie e maledizioni attraverso misteriosi rituali di purificazione, facendosi pagare in denaro, oro e gioielli. Una donna di 56 anni le avrebbe consegnato oltre 730mila euro per salvare una familiare da una morte annunciata. Quando la guaritrice sparì, alla vittima venne raccontato che era finita in coma per lo sforzo del rituale. Il bottino complessivo delle presunte truffe ammonterebbe a diversi milioni.
La falsa dottoressa e il colpo milionario a Maastricht
La spagnola Andrea Sánchez Antelo, 32 anni, è invece ricercata per esercizio abusivo della professione medica e falsificazione di documenti pubblici. Avrebbe conquistato la fiducia di numerose persone spacciandosi per una professionista sanitaria.
Ben più spettacolare il caso di Ninoslava Jovic, serba di 41 anni, sospettata di aver agevolato la rapina alla fiera d’arte Tefaf di Maastricht del 28 giugno 2022. Quattro uomini armati di mazze e pistole assaltarono le vetrine dei gioiellieri, sottraendo diamanti per milioni di euro e fuggendo su monopattini elettrici.
Il 30 ottobre Europol ha annunciato l’inserimento dei cinque sospettati nella lista europea. Una ricompensa di 20mila euroè prevista per informazioni che conducano al loro arresto.
Le madri in fuga con i figli
Le ultime due vicende riguardano minori sottratti alle disposizioni dei tribunali. Ildikó Bódi, ungherese di 43 anni, è ricercata dal Lussemburgo dopo essere scomparsa nel dicembre 2023 con il figlio, che una sentenza aveva affidato alla residenza paterna. Potrebbe trovarsi in Ungheria. Melisa Smrekar, slovena di 57 anni, è invece accusata di trattenere una bambina in un luogo sconosciuto, impedendo i contatti con l’altro genitore.
I due boss italiani
Nell’elenco resistono due fantasmi della criminalità italiana. Giovanni Motisi, 67 anni, detto ‘u pacchiuni, boss palermitano di Cosa nostra, è latitante dal 1998. Il suo passato è legato anche all’assassinio del vicequestore Ninni Cassarà e dell’agente Roberto Antiochia nel 1985. Gli investigatori hanno ricostruito digitalmente il volto che potrebbe avere oggi.
Renato Cinquegranella, 77 anni, esponente della camorra napoletana, è invece irreperibile dal 2002. La sua storia attraversa gli anni della guerra tra clan, fino ai collegamenti tra criminalità organizzata e terrorismo emersi nelle indagini sull’omicidio del capo della Squadra mobile Antonio Ammaturo.
Nel dicembre 2024 gli italiani nella lista erano quattro: oltre a Motisi e Cinquegranella comparivano Domenico Bellantoni e Vincenzo Parisi. Ma il sistema europeo continua a produrre risultati: nel gennaio 2025 una segnalazione arrivata proprio attraverso il portale consentì l’arresto nei Paesi Bassi di un latitante polacco. La dimostrazione che, anche dopo anni di fuga, per chi si sottrae alla giustizia può bastare una fotografia riconosciuta dalla persona giusta.