Sconfitta amara
Midterm Usa, i democratici riconquistano Camera e Senato: Trump perde il controllo del Congresso
Il voto di metà mandato ribalta gli equilibri a Washington. I Democratici conquistano anche Stati tradizionalmente conservatori, dal Texas al Kansas
Esteri - di Alice Carrazza - 4 Novembre 2026 alle 08:58
I democratici riconquistano la Camera dei rappresentanti e il Senato, strappando a Donald Trump il controllo del Congresso americano. Il risultato delle elezioni di metà mandato, ormai acquisito nelle sue proporzioni politiche anche se restano da completare alcuni scrutini, segna una sconfitta per il presidente degli Stati Uniti, a due anni dal ritorno alla Casa Bianca. La vittoria democratica supera le previsioni più prudenti e si estende ben oltre i tradizionali Stati contesi, raggiungendo roccaforti conservatrici come Texas, Kansas, Iowa e South Carolina. Per il tycoon, che nella campagna elettorale aveva messo la faccia, il responso delle urne è particolarmente severo.
I numeri
Il nuovo Congresso avrà dunque una doppia maggioranza democratica. La Cnn ha confermato il ribaltamento di entrambe le Camere, con almeno 54 seggi conquistati al Senato, dove la maggioranza assoluta è fissata proprio a quella quota, e il superamento della soglia dei 218 rappresentanti necessaria per controllare la Camera. Le proiezioni sui 435 seggi disponibili alla Camera mostrano tra i 230 e 244 seggi blu. Il dato definitivo dipenderà comunque dagli ultimi collegi ancora in bilico.
Una conquista decisiva, e per molti inaspettata, riguarda il Senato, dove alla vigilia del voto i repubblicani disponevano di 53 seggi contro i 47 del gruppo democratico, comprendente due indipendenti. Il partito dell’asinello è riuscito a sottrarre agli avversari sette seggi, vincendo competizioni che fino a pochi mesi fa apparivano difficilmente contendibili.
Dal Texas al Kansas, le sconfitte amare
Il risultato più clamoroso arriva dal Texas, dove il giovane dem James Talarico ha sconfitto Ken Paxton, procuratore generale dello Stato e candidato sostenuto personalmente dal potus, riportando a casa un posto al tavolo che mancava dal 1988. Il trentasettenne ha messo la bandierina su uno Stato molto caro al presidente Usa, ove nel 2024 aveva trionfato con un ampio margine. Il successo si estende alla corsa per il governatore: Gina Hinojosa ha battuto l’uscente Greg Abbott, interrompendo una lunga stagione di predominio repubblicano.
Non meno rilevante il risultato del Kansas, che elegge con Adam Hamilton il primo senatore di sinistra dal 1932, dopo il passo falso dell’uscente Roger Marshall. In Iowa Josh Turek ha superato Ashley Hinson, mentre in South Carolina Annie Andrews ha battuto Darline Graham. In Ohio Sherrod Brown è tornato al Senato sconfiggendo Jon Husted; in North Carolina l’ex governatore Roy Cooper ha prevalso su Michael Whatley. Anche il Maine cambia colore politico, con Troy Jackson vincitore sulla senatrice Susan Collins. In Michigan il socialista Abdul El-Sayed ha sconfitto l’ex deputato repubblicano Mike Rogers. I dem hanno inoltre conservato seggi importanti, tra cui quello di Jon Ossoff in Georgia e quello del New Hampshire, conquistato da Chris Pappas.
La Camera cambierà anche la sua guida
Alla Camera, il successo sinistro è maturato attraverso una serie di vittorie nei collegi suburbani e in distretti precedentemente conquistati da The Donald. Tra i risultati più eclatanti figurano quelli di Elaine Luria in Virginia e Rebecca Bennett nel New Jersey.
Con la nuova maggioranza, Hakeem Jeffries si prepara a diventare il primo presidente afroamericano del “braccio istituzionale americano”. La sua elezione formale avverrà con l’insediamento del nuovo Congresso, previsto per il 3 gennaio 2027.
La tornata ha interessato anche 36 governatorati. Oltre al Texas, i democratici hanno conquistato Georgia, Ohio e Iowa. In Georgia Keisha Lance Bottoms diventa anche lei la prima donna nera eletta governatrice nella storia degli Stati Uniti. La Florida resta invece repubblicana con l’elezione di Byron Donalds.
Il voto di protesta nei confronti di Trump
Il risultato arriva dopo una campagna dominata dalle preoccupazioni economiche, dall’aumento del costo della vita e dalle conseguenze della guerra con l’Iran sui prezzi dei carburanti. Secondo le rilevazioni dell’Associated Press, l’insoddisfazione per l’andamento generale e la richiesta di maggiori controlli sull’operato della Casa Bianca hanno avuto un peso rilevante nelle scelte degli elettori.
Per Trump si apre così una fase profondamente diversa da quella dei primi ventidue mesi del secondo mandato. Nel 2018, durante la sua prima presidenza, i repubblicani avevano perso la Camera conservando il Senato. Questa volta il potus perde entrambe le maggioranze. Dal prossimo gennaio dovrà confrontarsi con un Congresso controllato dall’opposizione, dotato degli strumenti per modificare o bloccare le iniziative legislative, intervenire sulla politica di bilancio e avviare indagini parlamentari sull’amministrazione. Lui ha già annunciato il veto su tutta la linea.