Il libro
Giorgio Locchi, dalla “Nuova destra” all’importanza delle azioni quotidiane: agire nel presente per costruire il futuro
Il giornalista italiano ha contribuito ampiamente al movimento culturale fondato da Alain De Benoist, ricordando l'importanza del passato e delle tradizioni europee per tutte le civiltà che abitano il Vecchio continente. Solo chi vive nel presente, con una concezione salda delle proprie radici, può costruire il futuro
Cultura - di Gabriele Caramelli - 8 Novembre 2026 alle 04:15
Giorgio Locchi, dalla “Nuova destra” all’importanza delle azioni quotidiane: agire nel presente per costruire il futuro
Il termine Nuova destra si riferisce al movimento culturale identitario degli anni ’60, grazie ad Alain De Benoist e al contributo di molti altri pensatori che volevano costruire un nuovo orientamento ideale europeo. Tra loro c’era anche Giorgio Locchi, corrispondente per Il Tempo da Parigi, che nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento per quell’area nazionalconservatrice italiana, interessata al nuovo pensiero che si era sviluppato in oltralpe. La casa editrice Passaggio al bosco ne ha ripercorso il pensiero attraverso la pubblicazione del libro intitolato “Giorgio Locchi – L’intellettuale, il filosofo, il risvegliatore”, con i contributi di Adriano Scianca, del figlio Pierluigi Locchi, di Stefano Vaj e Clotilde Venner, anche lei figlia dell’intellettuale e militare francese Dominique.
Nel volume vengono affrontati diversi temi, tra cui i paragoni tra il giornalista e i filosofi Friedrich Nietzsche, Martin Heidegger e Giovanni Gentile, in un’analisi dettagliata curata da Scianca. Non meno importanti sono i tre temi attorno a cui ruota il pensiero di Giorgio Locchi, ossia l’origine, il mito e la libertà. Come ha spiegato Vaj, questi tre punti risultano particolarmente importanti per comprendere pienamente la visione del mondo del giornalista.
“Giorgio Locchi – L’intellettuale, il filosofo, il risvegliatore”, tra i padri dell’identitarismo europeo
Restano interessanti i parallelismi tra Giorgio Locchi e Dominique Venner, che vengono riportati nel libro da Clotilde. I due intellettuali, in sintesi, hanno abbracciato «due percorsi diversi, ma una conclusione comune: la storia è il luogo dell’imprevisto ed è fatta dagli uomini». Un altro tema importante, attorno a cui ruota il pensiero del giornalista italiano, che invitava ad approcciarsi al presente senza dimenticare il passato. Ma non solo, perché tra i suoi appelli alle civiltà europee c’era quello di vivere la realtà quotidiana con dinamismo: soltanto così è possibile costruire un futuro all’altezza delle proprie aspettative. In altre parole, per essere padroni della propria sorte, bisogna agire senza restare fermi ad osservare il declino.