A spasso
Milano, dopo le devastazioni i maranza tornano liberi. I giudici cancellano le misure cautelari
Sei minorenni tornano in libertà senza restrizioni, un settimo lascia il carcere per una comunità. Altri ricorsi attesi la prossima settimana
Tornano liberi sei dei maranza minorenni arrestati per le violenze e le devastazioni che il 17 e 18 ottobre avevano messo a ferro e fuoco il centro di Milano. Un settimo lascia il carcere per essere trasferito in comunità, mentre per un ottavo ragazzo, già scarcerato a seguito di un errore nell’identificazione, è stata annullata l’ordinanza cautelare. È il risultato delle prime otto impugnazioni esaminate dal Tribunale del Riesame minorile, che ha disposto la revoca delle misure applicate all’indomani di un fine settimana segnato da scontri con la polizia, saccheggi e danneggiamenti. E non è finita: altre richieste di scarcerazione saranno discusse già la prossima settimana.
Maranza liberi: le decisioni dei giudici
A rendere noti i provvedimenti è stata la presidente del Tribunale per i minorenni di Milano, Paola Ortolan. Secondo i giudici, per sei degli indagati le esigenze cautelari sono «non più attuali», circostanza che ha portato alla cancellazione delle restrizioni.
Tornano così in libertà, senza alcuna misura, sia i tre ragazzi che erano stati sottoposti all’obbligo di permanenza in casa, sia i tre collocati in comunità. Un settimo minorenne, invece, esce dal carcere ma dovrà rimanere in una struttura comunitaria.
C’è poi il caso dell’ottavo giovane, che il gip aveva già scarcerato perché «riconosciuto erroneamente indicato quale responsabile». Nei suoi confronti il Riesame ha annullato l’ordinanza, disponendo la trasmissione degli atti alla Cassazione dopo l’impugnazione della convalida dell’arresto.
Le motivazioni dei provvedimenti non sono ancora disponibili e saranno depositate nei termini di legge. La revoca delle misure, inoltre, non cancella automaticamente le accuse: i giudici si sono pronunciati sulla necessità di mantenere le restrizioni, non sulle responsabilità penali definitive.
La guerriglia di Milano e i 45 arresti
Le decisioni arrivano a meno di tre settimane dalle violenze che avevano impegnato le forze dell’ordine nel capoluogo lombardo. Il bilancio dei disordini del 17 e 18 ottobre era stato di 45 arrestati: 35 minorenni e dieci maggiorenni. Un numero che aveva restituito le dimensioni di una vicenda ben più grave di qualche episodio isolato di vandalismo.
Le accuse contestate ai giovani coinvolti vanno, a vario titolo, dalla devastazione e saccheggio alla resistenza a pubblico ufficiale. Ora, però, la partita giudiziaria si sposta sulla tenuta dei provvedimenti cautelari, mentre proseguono gli accertamenti sulle singole condotte.
Anche tra i maggiorenni si registrano sviluppi. Un 24enne, difeso dall’avvocato Guido Guella, ha ottenuto la revoca degli arresti domiciliari direttamente dal gip Fabrizio Filice, su richiesta della Procura. Gli approfondimenti investigativi hanno infatti fornito elementi favorevoli alla sua posizione rispetto all’accusa iniziale di aver aiutato un minorenne a sottrarsi a un intervento della polizia.
Il 21enne con il passamontagna
Resta invece in attesa della decisione del Riesame un 21enne, attualmente detenuto e accusato di resistenza pluriaggravata. Stando alle valutazioni gli inquirenti, durante gli scontri avrebbe affrontato gli agenti con il volto nascosto da un passamontagna raffigurante «un teschio», lanciando petardi, cassonetti, bottiglie, sampietrini e persino un tavolino metallico. Una volta fermato, avrebbe tentato di colpire i poliziotti «con calci e pugni».
Il suo difensore, Michele D’Agostino, ha chiesto la scarcerazione o, in alternativa, i domiciliari. La pm Giovanna Cavalleri ha espresso parere favorevole a questa seconda soluzione, ritenendola sufficiente a scongiurare il rischio di reiterazione del reato, pur riconoscendo la gravità dei fatti contestati.
Intanto è attesa anche la decisione della Procura sull’eventuale ricorso contro la scarcerazione di Youssef Siher. La prossima settimana toccherà ad altri minorenni comparire davanti al Riesame. Dopo i primi otto ricorsi, il nodo sarà verificare quanti degli altri provvedimenti disposti in seguito alla guerriglia di ottobre supereranno il vaglio dei giudici.