Mecenatismo diffuso
Cultura, Giuli rilancia l’Art Bonus: più agevolazioni fiscali per salvare i tesori d’Italia
Estendere il credito d’imposta del 65% a nuove realtà come dimore storiche, enti del Terzo Settore e musei d’impresa per rafforzare l’alleanza tra Stato e cittadini nella salvaguardia della cultura. È questo l’obiettivo dell’articolo 109 della legge di Bilancio 2027 in esame alla Camera, rivendicato con soddisfazione dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli in occasione dell’esame alla Camera dei deputati del disegno di legge di Bilancio 2027, che prevede, all’articolo 109, l’estensione dell’ambito di applicazione dell’Art Bonus. Un passo fondamentale per la tutela della nostra eredità identitaria e la salvaguardia dei nostri beni culturali attraverso l’assunzione di un a responsabilità condivisa tra pubblico e privato.
Cultura, la Manovra amplia l’Art Bonus: più risorse e nuove realtà coinvolte
Sì, perché come ha sottolineato il ministro del dicastero di Via del Collegio Romano, «l’ampliamento dell’Art Bonus previsto dalla legge di Bilancio in discussione alla Camera rafforza l’alleanza tra Stato e cittadini nella Tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano. Con l’articolo 109 rendiamo più efficace uno strumento che ha già consentito di mobilitare oltre un miliardo di euro, estendendo il beneficio fiscale del 65% sulle erogazioni liberali a nuove realtà, dalle istituzioni culturali private agli archivi e ai musei d’impresa. Dagli enti del Terzo Settore alle fondazioni impegnate nella conservazione di dimore, ville e giardini di interesse storico e artistico».
Credito d’imposta al 65%: chi potrà beneficiarne
Non solo. «Auspichiamo – prosegue Giuli – che questa misura consolidi un rapporto sempre più stretto tra le istituzioni e la società civile, affinché gli italiani sentano il patrimonio come un bene che appartiene loro e alla cui salvaguardia possono contribuire direttamente. Lo Stato mantiene la propria responsabilità nella Tutela, mentre il coinvolgimento dei privati amplia le possibilità di conservazione e fruizione pubblica. Il mecenatismo assume così un ruolo stabile nella politica culturale, rafforzando il senso di appartenenza e la consapevolezza che la nostra ricchezza storica e artistica è un bene comune da tramandare alle generazioni future».
Manovra sulla cultura, Giuli: il mecenatismo rafforza la tutela del nostro patrimonio, pilastro dell’identità
Pertanto, doverosi i riconoscimenti che Giuli rivolge a chi ha lavorato e sostenuto in particolare questa determinazione, aggiungendo: «Ringrazio il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, per aver creduto in questa scelta, e Maurizio Lupi per il lavoro svolto congiuntamente per raggiungere questo risultato. La straordinaria eredità culturale dell’Italia, che ci distingue nel mondo, deve essere sempre più accessibile, conosciuta e condivisa. È questa la direzione nella quale intendiamo proseguire, riconoscendo ai cittadini un ruolo sempre più attivo nella cura di ciò che costituisce il fondamento della nostra identità».