Le fake sulle liste d'attesa
Cari Schlein e Conte studiate: i soldi per la difesa non si posso trasferire sulla sanità. Ecco perché
Demagogia e ignoranza dietro il racconto ossessivo della sinistra sull’aumento delle spese per la difesa. “Vergogna vergogna” – è la tesi – il governo mette soldi sulle armi mentre trascura il pianeta sanità e i cittadini sono alle prese con liste d’attesa interminabili. Doppia fake. Forse Schlein, Conte e la compagnia del campo largo non sanno che buona parte dei finanziamenti destinati alla difesa non può essere trasferita da un capitolo di bilancio all’altro. Non si possono sottrarre alla difesa per spostarli sulla sanità, per esempio. L’investimento nelle spese militari, previsto dal governo con uno scostamento di bilancio sul fronte difesa ed energia (quindi caro benzina) rientra in due programmi europei – i prestiti Safe e la clausola di salvaguardia Nec – che possono essere attivati solo per investimenti ben precisi.
Le spese per la difesa sono vincolate non possono essere trasferite
Un altro dettaglio non proprio insignificante. Nel capitolo difesa non sono previsti solo aumenti di spese per le armi o mezzi militari. Secondo l’Osservatorio sui conti pubblici italiani, una parte consistente della crescita della spesa dichiarata alla Nato si spiega con una riclassificazione di voci precedentemente escluse dal conteggio. Tra queste alcune spese relative alla Guardia di finanza, allo spazio e alla cybersicurezza. Più della metà della spesa italiana per la difesa riguarda il personale, i grandi equipaggiamenti e la relativa ricerca e sviluppo e le infrastrutture.
I governi Conte aumentarono la spesa militare pesando sul bilancio nazionale
E poi da che pulpito l’accusa di Pd e 5Stelle al governo ‘guerrafondaio’. Vale la pena ricordare che i governi Conte – come ricordato da Fabio Rampelli – hanno aumentato la spesa militare da 21 a oltre 26 miliardi di cui la maggior parte in cacciabombardieri F-35 e missili, senza che fossero in corso guerre con effetto diretto sulla nostra economia o sicurezza nazionale. Al contrario di quanto fatto dal governo Meloni le risorse utilizzate erano a carico del bilancio dello Stato. Non provenivano da programmi vincolati dalla Ue e dunque, quelle sì, potevano essere spostati su altri capitoli di spesa. Al contrario le spese di oggi provengono da fondi scorporati dal bilancio che non incidono sul patto di stabilità, strettamente vincolati dall’Ue agli investimenti in difesa e nelle reti energetiche e di comunicazione.
Le fake news della sinistra sulle liste d’attesa
Seconda fake news quella sulla sanità pubblica che il governo avrebbe trascurato. Nell’ultima legge di bilancio vengono stanziati complessivamente cinque miliardi tra incremento del Fondo sanitario nazionale e un nuovo contributo per le spese mediche degli anziani. È previsto un incremento di 3,4 miliardi del Fondo sanitario nazionale, con una quota vincolata al rafforzamento delle retribuzioni dei medici di Pronto soccorso, 400 milioni per l’efficientamento energetico degli ospedali e risorse per alzare i tetti del payback per dispostivi medici e farmaci. Introdotto anche un voucher sanitario da 300 euro per gli over 75 con pensioni fino a 28mila euro annui. Una misura che interesserà 5,5 milioni di anziani. Quanto alle liste di attesa Palazzo Chigi ha varato un Piano nazionale di governo delle liste di attesa per ridurre i tempi di prestazioni sanitarie nel Servizio sanitario nazionale.