La voce del sindacato
Manovra, Capone: “L’indirizzo è giusto, no agli scioperi a prescindere. La rivolta sociale? L’Ugl è per la responsabilità sociale”
Il segretario generale dell'Ugl analizza nel merito la legge di Bilancio: potere d'acquisto, famiglie, giovani, sanità. Le risposte ci sono e le proteste preventive non portano risultati, meglio i tavoli di confronto
Al modello della “rivolta sociale” contrappone quello della “responsabilità sociale”, perché “non possiamo permetterci di alzare il tiro dello scontro”, tanto più di fronte a una manovra che presenta un “indirizzo giusto” e “ha una sua attenzione nei riguardi delle famiglie, dei lavoratori, dei giovani e delle parti più fragili del Paese”. Il segretario dell’Ugl, Francesco Paolo Capone, all’inizio di un mese che con 30 scioperi convocati si preannuncia un percorso ad ostacoli per i cittadini, invita a distinguere tra “scioperi doverosi” e “rivendicazioni che paiono arrivare a prescindere” in un “clima protestatario che si cerca, ad hoc, di montare sul modello della Francia”.
Capone: “La manovra ha un indirizzo giusto”
Intervistato oggi dal quotidiano Libero, Capone parte dal merito della manovra, che non solo non ha deluso le aspettative ma coglie la necessità di continuare a dare risposte alle categorie più esposte agli effetti della difficile congiuntura in cui ci troviamo. “Fondamentalmente ci aspettavamo una manovra che andasse nel solco di quelle precedenti. Ed è stato così. Serve dare equità all’intero sistema Paese con provvedimenti di sostegno ai redditi bassi, alle famiglie, ai giovani e all’occupazione”, spiega Capone, parlando di “indirizzo giusto”. Certo, poi, “tutto è perfettibile”, ma “c’è da tenere conto delle risorse economiche che il governo può mettere in campo, senza dimenticare i vincoli di bilancio che l’Ue ci impone”.
Potere d’acquisto, famiglie, giovani: le risposte che si attendevano
Fatta questa premessa, è nel merito delle misure che il segretario dell’Ugl misura la manovra. Il taglio dell’Irpef, insieme al potere d’acquisto, è “uno dei temi importanti della manovra”. “Ovvero – chiarisce Capone – l’estensione del secondo scaglione fino a 55mila euro, mi sembra un’iniziativa che va nella direzione della riduzione della tassazione del lavoro. Poi è stata rinnovata l’imposta sostitutiva del 5% sul rinnovo dei contratti ed è stata messa un’imposta sostitutiva dell’1% fino a 5mila euro sui premi di produttività”. Si tratta di “mosse che vanno nella direzione di retribuzioni per i lavoratori maggiori, perché come effetto c’è l’abbassamento della tassazione”.
“Poi ci sono proposte per i giovani”, ricorda Capone, citando l’innalzamento a 2mila euro della quota agevolata per i fringe benefit e il piano casa con la cedolare secca all’1% se si affitta casa con il canone concordato: “Sono tutti segnali importanti”. Per quanto riguarda le famiglie, Capone ricorda che “è stato messo a regime il bonus mamme”, sono stati “rafforzati i congedi parentali con la copertura fino all’80%, ci sono i voucher di 500 euro per i servizi di babysitting per le lavoratrici autonome”. “Ecco, inoltre – prosegue il segretario dell’Ugl – un occhio di riguardo per l’occupazione con la conferma delle agevolazioni per l’assunzione di donne e di giovani, soprattutto nelle aree Zes unica”.
L’impegno per la sanità
E, ancora, per il comparto sanità “è stato confermato il piano di investimenti già proposto l’anno precedente, che era di 8,5 miliardi a cui aggiungere 3,4 miliardi di questa manovra” e “vanno ricordati anche i voucher di 300 euro per le cure non coperte dal servizio sanitario per gli over 75 sotto i 28mila euro di reddito”. “Qualcosa che manca?”, chiede quindi Lorenzo Cafarchio, che firma l’intervista. Per Capone servirebbe “un incremento delle somme messe a disposizione per le attività dei caregiver familiari”, che “sono un elemento fondamentale nel sistema di equilibro sociale del nostro Paese”.
La differenza tra “scioperi doverosi” e scioperi “a prescindere”
Partendo dal merito, c’è dunque qualcosa che non torna nel metodo degli scioperi preventivi. “Ci sono categorie che sentono di più il peso, non tanto della manovra, quanto delle difficoltà del sistema. Però mi pare – dice Capone – che la manovra ha una sua dignità e ha una sua attenzione nei riguardi delle famiglie, dei lavoratori, dei giovani e delle parti più fragili del Paese. Ognuno, ci mancherebbe, è legittimato a scendere in piazza, ma certe rivendicazioni paiono arrivare a prescindere”. Il rischio è “confondere i doverosi scioperi con il clima protestatario che si cerca, ad hoc, di far montare sul modello della Francia. Ma non siamo a livello della Francia”. E, soprattutto, non è quello il modello che può portare risposte.
“Responsabilità sociale”, non “rivolta sociale”
Per questo alla “rivolta sociale” evocata un anno fa dal segretario della Cgil, Maurizio Landini, Capone rivendica che “mi piacerebbe attribuirmi come Ugl il tema della responsabilità sociale”. “Bisogna cercare soluzioni in un quadro d’ordine, non possiamo permetterci – avverte il segretario dell’Ugl – di alzare il tiro dello scontro. Il tutto, peraltro, atto a ottenere nulla di più di quello che si può conseguire, invece, in un tavolo di confronto. Poi certo, se il governo non chiamerà il raffronto con le parti sociali si aprirà un altro tema, ma non credo sarà così”.
Un sindacato che vuole costruire: le iniziative dell’Ugl
Si inseriscono nella linea della responsabilità sociale anche le iniziative che l’Ugl sta portando avanti in tutta Italia: da Obiettivo prossimità, “perché convinti che il modello sindacale debba essere sempre più vicino alle persone”, al Cantiere Italia – Costruiamo la cultura del lavoro, che consiste in seminari di formazione rivolti ai giovani e ai giovanissimi. “Il tutto, compresi volantinaggi in ognuna delle 110 province d’Italia – chiarisce Capone – con l’idea di portare avanti le nostre visioni ad alto impatto sociale”.