Possibili azioni coordinate
Allarmi bomba a raffica nei cieli d’Europa, paura anche a Fiumicino: si alzano in volo i Caccia militari
Dalla Polonia alla Spagna, fino alla Bulgaria: aerei dirottati e passeggeri evacuati. Due minacce anche sui voli diretti a Roma
Esteri - di Alice Carrazza - 3 Novembre 2026 alle 14:46
Dalla Polonia alla Spagna, dalla Bulgaria all’Ungheria. Allarmi bomba a raffica nei cieli di mezza Europa: aerei dirottati, passeggeri evacuati, artificieri mobilitati e persino caccia militari fatti decollare per scortare i voli minacciati. Nel giro di appena 24 ore le segnalazioni hanno coinvolto gli aeroporti di Varsavia, Murcia, Sofia e Budapest, con un susseguirsi di atterraggi non programmati e controlli straordinari. Minacce anonime, avvisi recapitati via email e velivoli isolati sulle piste, mentre le autorità cercano di ricostruire l’origine degli allarmi. E nella lista degli scali finiti sotto osservazione c’è anche Fiumicino, dove martedì mattina due aerei Ryanair provenienti da Lisbona e Dublino hanno fatto scattare l’intervento degli artificieri e, secondo le cronache locali, il decollo dei caccia dell’Aeronautica Militare.
Fiumicino, doppio allarme bomba
La mattinata di emergenza al Leonardo da Vinci è cominciata intorno alle 9.40, quando un volo Ryanair proveniente da Lisbona è atterrato dopo una segnalazione anonima sulla possibile presenza di un ordigno a bordo. Poco più di un’ora dopo, alle 10.44, un secondo allarme ha interessato un aereo della stessa compagnia in arrivo da Dublino.
Due minacce ravvicinate che hanno fatto scattare le procedure di sicurezza, con controlli sugli aeromobili, sui passeggeri e sui bagagli. In base a quanto si apprende, sono stati fatti decollare anche caccia dell’Aeronautica militare per scortare i velivoli verso lo scalo romano.
A terra, intanto, sono entrati in azione gli artificieri, impegnati nelle operazioni di bonifica. Le verifiche delle forze dell’ordine si sono concluse poco dopo mezzogiorno. L’esito è stato negativo per entrambi i voli: nessuna bomba è stata trovata, come confermato dall’Ansa. Non sono stati segnalati disagi per i passeggeri.
Polonia, 181 persone evacuate
La situazione più delicata si è registrata inizialmente in Polonia, dove due voli diretti nella capitale sono stati interessati da distinte minacce.
Il primo allarme è scattato alle 9.54 sul volo LO286 della compagnia LOT, partito da Londra Heathrow e diretto all’aeroporto Chopin. Appena sette minuti dopo, il Boeing 737 MAX è atterrato nello scalo alternativo di Varsavia-Modlin, circa 36 chilometri dalla capitale.
Le 181 persone a bordo sono state evacuate, mentre il velivolo è stato trasferito in una zona isolata per consentire l’ispezione degli artificieri. L’aeroporto è stato temporaneamente chiuso, per poi riprendere le operazioni intorno a mezzogiorno. «I servizi di emergenza stanno lavorando per verificare la minaccia segnalata e garantire la sicurezza di tutte le persone presenti in aeroporto», aveva spiegato Adam Szabłowski, portavoce dello scalo.
Un secondo allarme ha riguardato un aereo SAS proveniente da Copenaghen, atterrato regolarmente al principale scalo della capitale polacca e successivamente sottoposto ai controlli.
Spagna, allarme sul volo da Manchester
L’emergenza ha raggiunto anche la Spagna. All’aeroporto internazionale della Regione di Murcia, un aereo Ryanair proveniente da Manchester è stato sottoposto a controlli dopo una minaccia di bomba. Il velivolo è atterrato secondo la programmazione prevista, ma una volta a terra è stato attivato il dispositivo di sicurezza.
I 114 passeggeri e i sette membri dell’equipaggio sono stati fatti scendere, mentre gli agenti della Polizia nazionale effettuavano le verifiche. «È stato attivato il protocollo di sicurezza per un allarme bomba su un aereo proveniente da Manchester», ha comunicato Francisco Lucas, delegato del governo spagnolo nella regione.
Sul posto sono intervenuti gli artificieri TEDAX della Guardia Civil, insieme a vigili del fuoco e sanitari. È stato inoltre costituito un comitato di crisi per coordinare le operazioni. Secondo le prime informazioni riportate dall’agenzia Efe, non erano emerse conferme della presenza di esplosivi.
Bulgaria, minaccia via email
Un’altra segnalazione è arrivata dalla Bulgaria, dove un aereo proveniente da Israele ha effettuato un atterraggio d’emergenza all’aeroporto di Sofia.
La notizia è stata diffusa dall’agenzia bulgara BGNES, secondo la quale la minaccia sarebbe stata recapitata tramite posta elettronica. L’episodio è stato confermato da Lyubomir Nikolov, segretario generale del ministero dell’Interno bulgaro.
Anche in questo caso sono scattate le verifiche di sicurezza, mentre le autorità cercano di identificare l’origine della comunicazione. Non sono stati resi noti dettagli sul mittente né elementi che consentano di collegare l’episodio agli altri allarmi europei.
Il precedente
La sequenza di minacce era cominciata già lunedì 2 novembre. Un Airbus A321 della Wizz Air, decollato da Londra Luton e diretto proprio a Sofia, ha dovuto cambiare rotta dopo aver ricevuto l’allarme durante il volo.
L’aereo si trovava sopra la Bosnia-Erzegovina quando ha deviato verso l’Ungheria. Un caccia Gripen dell’Aeronautica ungherese è decollato in pochi minuti per intercettare e scortare il velivolo fino all’aeroporto Liszt Ferenc di Budapest, come confermato dal ministro della Difesa magiaro Romulusz Ruszin-Szendi.
Una volta atterrato, il mezzo è stato trasferito in un’area riservata per le ispezioni. I controlli si sono conclusi senza il ritrovamento di oggetti a rischio e la compagnia ha successivamente autorizzato la prosecuzione del viaggio verso Sofia.
Minacce coordinate o solo un caso?
A ricostruire la successione degli episodi è stata anche la Bbc. Almeno sei voli sarebbero coinvolti soltanto nella giornata di oggi, ai quali si aggiunge il caso ungherese del giorno precedente. Una concentrazione di segnalazioni che ora fanno sorgere più di qualche dubbio.
Al momento, tuttavia, non ci sono prove di una regia comune. Gli accertamenti dovranno concentrarsi sulla provenienza delle comunicazioni, sui loro contenuti e sulle eventuali somiglianze tra gli avvisi. È da questi elementi, più che dalla coincidenza temporale, che gli investigatori potranno stabilire se si tratti di una serie di falsi allarmi indipendenti oppure di guerra ibrida.