Spinte eversive
Violenze in Francia, l’atto d’accusa di Macron: “L’ultrasinistra mira a far cadere la Repubblica”
Il capo dello Stato francese riunisce il Consiglio di sicurezza con l'intelligence e rilancia con più forza le accuse già rivolte dal premier Lecornu alla France Insoumise di Jean-Luc Melenchon
Non solo fenomeni di violenza e criminalità, ma vere e proprie spinte eversive. A inquadrare in questo modo ciò che sta avvenendo alle manifestazioni in Francia è stato il presidente Emmanuel Macron, che ha esplicitamente puntato il dito contro “l’ultrasinistra”. “Sabato ci sono stati atti politici e sediziosi organizzati da gruppi organizzati dell’ultrasinistra che mirano a far cadere la Repubblica“, sono state le parole di Macron, al termine del Consiglio di sicurezza convocato stamattina e al quale hanno partecipato il premier, Sebastien Lecornu, e i responsabili dei servizi di intelligence.
L’atto d’accusa verso “l’ultrasinistra”: Melenchon nella bufera
Lo stesso Lecornu aveva usato parole simili, invitando i partiti a scegliere “tra la violenza e la Repubblica” con un riferimento polemico alla France Insoumise di Jean-Luc Melenchon, accusata dal governo di aver alimentato la protesta. Accuse che il movimento ha respinto. Macron, però, dopo il confronto con l’intelligence, è stato ancora più diretto.
Macron: “Mirano a far cadere la Repubblica”
Parlando di quanto accaduto sabato, Macron ha detto che la volontà di rovesciare la Repubblica da parte dei gruppi dell’ultrasinistra”è ciò che viene rivendicato da questi ultimi, con un’estrema pericolosità, una grandissima violenza e una pianificazione”. “E accanto a ciò – ha continuato parlando delle violenze compiute – ci sono atti di delinquenza nei confronti dei quali dobbiamo avere la massima fermezza, ma che non sono della stessa natura”.
L’ammissione di “carenze”
Ma al centro della riunione c’è stata anche l’analisi delle criticità che hanno impedito di anticipare e contenere i disordini dello scorso fine settimana. “È evidente che ci sono state carenze nella previsione ed elementi di sorpresa sabato scorso”, ha detto Macron, aggiungendo che “anche la magistratura è al lavoro e mobilitata” e ricordando le “diverse migliaia di fermi di polizia” e le “diverse centinaia di persone incarcerate”.
Il blocco delle manifestazioni: deroghe solo per i sindacati
Ora si guarda a sabato prossimo. Macron ha annunciato che i cortei promossi da persone “che non hanno alcuna legittimità” saranno vietati “ovunque sia possibile”. “La raccomandazione generale è che non vi siano manifestazioni nei prossimi giorni. Per quanto riguarda le organizzazioni sindacali che intendono continuare a manifestare, i prefetti proporranno percorsi alternativi (per salvaguardare i centri cittadini, ndr). Quando invece non si tratta di organizzazioni sindacali, ovunque sia possibile, le manifestazioni verranno vietate”, ha annunciato il capo dello Stato francese.
Ma la giustizia amministrativa decide altro
La giustizia amministrativa, però, proprio oggi ha sospeso in via d’urgenza il divieto imposto dalla prefettura di polizia di Parigi a una manifestazione studentesca prevista in giornata nella capitale. Il corteo, organizzato da Interfac Ile-de-France, un collettivo che riunisce studenti delle assemblee generali universitarie, partirà dalla zona dell’ospedale Pitie-Salpetriere in direzione di Bastiglia.
Lecornu incontra i rappresentanti dei partiti
Intanto proseguono i confronti con le forze politiche e con il mondo della scuola. Nel pomeriggio di oggi Lecornu riceve a Matignon i rappresentanti dei partiti politici, alla presenza del ministro dell’Interno Laurent Nunez, del ministro della Giustizia Gerald Darmanin, dei responsabili dell’intelligence e delle forze dell’ordine. Tra i partecipanti sono attesi, Manuel Bompard per la France Insoumise, Christophe Bechu per Horizons e Marc Fesneau per il MoDem. Il Rassemblement National non sarà invece rappresentato da Marine Le Pen né da Jordan Bardella. In agenda anche un incontro tra Lecornu e i sindaci di Parigi, Lione e Marsiglia, città particolarmente colpite dai disordini.
Lunedì il tavolo con studenti e mondo della scuola
Lunedì, poi, come annunciato da Macron, sarà la volta delle “organizzazioni dei liceali, degli studenti, del corpo docente, dei sindacati, dei datori di lavoro, gli enti territoriali e i parlamentari, affinché il dialogo e il lavoro proseguano in merito alle richieste e alle rivendicazioni legittime”.