Al San Carlo di Nancy
Tumori, la svolta nelle diagnosi arriva da Roma: «Con l’intelligenza artificiale referti più veloci del 30%»
Cronaca - di Valter Delle Donne - 21 Ottobre 2026 alle 14:35
Un referto istologico può decidere tempi e modalità di una terapia oncologica. E quando si attende una diagnosi, anche pochi giorni possono fare la differenza. A Roma l’intelligenza artificiale entra nei laboratori per rendere gli esami più rapidi e precisi. Accade all’Ospedale San Carlo di Nancy, dove tre algoritmi affiancano gli anatomopatologi nell’analisi dei tessuti di stomaco, prostata e mammella. L’obiettivo è ambizioso: ridurre di circa il 30% i tempi di refertazione e fornire ai medici informazioni sempre più accurate per scegliere le cure.
La struttura romana, privata e accreditata con il Servizio sanitario nazionale, fa parte di GVM Care & Research e ha completato la digitalizzazione del Laboratorio di Anatomia Patologica, introducendo sistemi avanzati di intelligenza artificiale.
A spiegare al Secolo d’Italia la portata dell’innovazione è la dottoressa Silvia Taccogna, responsabile del Laboratorio di Anatomia Patologica, che sottolinea come la tecnologia possa aiutare a superare alcuni limiti della valutazione tradizionale.
Taccogna al Secolo d’Italia: «Diagnosi più accurate, superiamo la soggettività»
«Le nostre diagnosi hanno delle criticità legate alla soggettività e all’interpretazione. Con l’introduzione dell’algoritmo di intelligenza artificiale si cerca di superare la valutazione soggettiva di alcuni fattori nella valutazione delle malattie, in modo da fare una diagnosi più accurata e più precisa», spiega Taccogna al Secolo d’Italia.
Il principio è semplice: il medico continua a formulare la diagnosi, ma può contare su strumenti capaci di analizzare immagini ad altissima risoluzione, effettuare misurazioni e segnalare caratteristiche dei tessuti che richiedono particolare attenzione.
L’intelligenza artificiale non sostituisce dunque l’anatomopatologo. Ne affianca il lavoro, contribuendo a rendere più oggettiva e riproducibile l’analisi dei campioni.
Stomaco, prostata e mammella: i tre algoritmi utilizzati al San Carlo di Nancy
L’ospedale ha adottato tre moduli software sviluppati da Ibex Medical Analytics Ltd. e certificati CE-IVD: IBEX-Gastric, IBEX-Prostate e IBEX-Breast. Secondo quanto comunicato dalla struttura, il San Carlo di Nancy è l’unico ospedale italiano a essersi dotato di tutti e tre i sistemi.
Il procedimento parte dal tradizionale vetrino istologico, che viene digitalizzato e trasformato in un’immagine ad altissima risoluzione. Gli algoritmi analizzano quindi le caratteristiche del campione, offrendo allo specialista ulteriori elementi per la diagnosi e la valutazione prognostica.
«Gli algoritmi che abbiamo implementato nel nostro servizio, certificati CE-IVD, ci aiutano nella diagnostica, in particolare della patologia gastrica, della prostata e della mammella», racconta Taccogna.
«Ci permettono di ottenere informazioni, di misurare dei parametri e di valutare in maniera oggettiva con l’ausilio dell’intelligenza artificiale».
Un altro vantaggio è la possibilità di condividere le immagini digitali con specialisti anche a distanza, facilitando i consulti e il confronto tra équipe multidisciplinari.
Referti più veloci del 30%: il vantaggio per i pazienti
L’innovazione promette benefici anche sui tempi di attesa. Secondo le stime della struttura, il nuovo sistema potrà abbattere di circa il 30% i tempi di refertazione, un risultato particolarmente importante nella diagnostica oncologica.
«Un altro grande vantaggio è che l’utilizzo del supporto dell’intelligenza artificiale alla diagnostica ci permette anche di essere più rapidi», sottolinea Taccogna al Secolo d’Italia.
«Questo vuol dire che abbreviamo i tempi di refertazione, in modo da velocizzare alcune fasi indispensabili, come quella di ottenere una diagnosi per i pazienti, per quelle che saranno poi le successive decisioni terapeutiche, ma anche di valutazione prognostica delle malattie».
Per il paziente significa poter arrivare prima a una risposta e consentire agli specialisti di programmare più tempestivamente il percorso terapeutico. Un aspetto cruciale soprattutto quando si sospetta una patologia tumorale.
Anatomia patologica digitale, l’Italia è ancora indietro
La scelta del San Carlo di Nancy arriva in un Paese dove la digitalizzazione dei laboratori procede ancora lentamente. Secondo i dati richiamati dalla struttura e presentati al Congresso della Società Italiana di Anatomia Patologica, solo il 35% dei laboratori clinici italiani è completamente digitalizzato. Ancora meno diffusi sono i sistemi di intelligenza artificiale applicati all’analisi istopatologica.
«Questo investimento ci posiziona all’avanguardia nell’ecosistema sanitario laziale e nazionale», dichiara Ettore Sansavini, presidente di GVM Care & Research.
«Con l’adozione della Digital Pathology e dell’AI, la diagnostica dell’Ospedale San Carlo di Nancy evolve verso una personalizzazione totale della cura, garantendo che ogni paziente riceva sin da subito la terapia più mirata ed efficace».