La credibilità energetica
Tetto al prezzo dei carburanti, Urso: “In Italia ha funzionato e in Francia no. Il nostro successo ha stupito l’Europa”
Il ministro ha evidenziato che al contrario della Francia, in Italia il tetto al costo del carburante ha funzionato: «Anche Ip (Socar, Azerbaijan), Q8 (Kuwait) e Tamoil (Libia) hanno prontamente seguito l’esempio di Eni. Ora il “price cap” è praticato in diecimila distributori e si sta estendendo anche agli altri. Un successo italiano che stupisce l’Europa»
Politica - di Gabriele Caramelli - 3 Ottobre 2026 alle 12:11
«La prima mossa tocca sempre allo Stato, come abbiamo fatto con il taglio delle accise, rinunciando per quanto possibile agli introiti». Con queste parole il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha commentato il tettato al prezzo sui combustibili in un’intervista a La Sicilia, in occasione della sua visita alla raffineria Isab e a Caltagirone per il riconoscimento Igp per la ceramica locale. Poi il titolare del dicastero ha fornito altre notizie a proposito del limite ai costi del carburante, ricordando che si tratta di «una misura giusta anche se di breve periodo, insostenibile sui tempi lunghi. Per questo abbiamo chiesto alle compagnie di farlo loro, in modo volontario, riscuotendo un successo che la dice lunga sulla credibilità di questo governo e dell’Italia nel mondo».
Urso: «Giusto il taglio delle accise, l’hanno fatto anche le compagnie petrolifere»
Inoltre, Urso ha evidenziato che al contrario della Francia, in Italia il tetto al costo del carburante ha funzionato: «Anche Ip (Socar, Azerbaijan), Q8 (Kuwait) e Tamoil (Libia) hanno prontamente seguito l’esempio di Eni. Ora il “price cap” è praticato in diecimila distributori e si sta estendendo anche agli altri. Un successo italiano che stupisce l’Europa». «Ho convocato le raffinerie appena ho avuto notizia che il governo americano minacciava di porre limiti alle esportazioni verso l’Ue – ha ripreso -, poi con il G7 sembra si sia imboccata un’altra via, comunque emergenziale. Dobbiamo comunque intervenire, con misure efficaci e tempestive. Come abbiamo fatto, appunto, per salvare l’Isab di Priolo quando nessuno ci sperava più».
La produzione italiana di gasolio è sufficiente
Il ministro delle Imprese ha ricordato che quando gli operatori stranieri hanno acquisito Saras e poi Ip, «noi abbiamo apposto prescrizioni di “Golden power” a tutela della produzione e dei rifornimenti nazionali. Per questo la produzione italiana di gasolio è ancora sufficiente e il nostro Paese ne è esportatore netto. Ma il lavoro continua perché vi sono altri pericoli ed altre esigenze, che è meglio prevenire». Quanto alla produzione delle raffinerie, Urso ha spiegato che «il problema non è più solo a che prezzo si produce; è soprattutto dove si produce. La guerra si propaga intorno all’Europa, taglia le linee di approvvigionamento e noi dobbiamo mettere in sicurezza il nostro continente, tutelare la libertà e l’indipendenza dei nostri figli. Anche per questo abbiamo accelerato sulle bioraffinerie, come quella che sarà realizzata proprio in Sicilia».
Il tema delle energie rinnovabili
Sulle rinnovabili, ha ricordato il ministro, «abbiamo raggiunto la media europea, grazie anche alla Sicilia che, a differenza della Sardegna, ha contribuito in modo significativo». Per quanto riguarda la gigafactory siciliana di pannelli fotovoltaici 3Sun, invece, Urso ha ricordato che «mentre negli altri Paesi si chiudevano gli impianti produttivi, rassegnandosi ad acquisire pannelli cinesi, noi abbiamo salvaguardato 3Sun, prima con il Piano Transizione 5.0 e poi con il Parco Agrisolare, che incentivano l’acquisto di pannelli solari prodotti in Europa». E adesso «siamo riusciti ad affermare anche nella proposta di regolamento europeo “Industrial Accelerator Act” il cosiddetto Made in Europe, che consentirà di incentivare nell’Ue la produzione europea di pannelli fotovoltaici e, guarda caso, la più grande piattaforma produttiva in Europa si chiama 3Sun. Le altre hanno chiuso tutte».