Lettera a Bruxelles
Meloni guida il fronte di 17 Stati europei: “Agricoltura e Coesione devono restare priorità nel Bilancio Ue”
Diciassette Stati membri chiedono che Agricoltura e Coesione restino al centro del prossimo bilancio europeo. Lo ha annunciato la premier Giorgia Meloni in un post pubblicato sui social sabato 3 ottobre, rendendo pubblica una lettera congiunta indirizzata a Micheál Martin, il cui Paese ha la presidenza di turno del Consiglio Ue nel 2026. La missiva arriva in vista dei prossimi passaggi del negoziato sul Mff.
“Insieme a Nicusor Dan abbiamo unito 17 Amici della Coesione”, ha scritto Meloni. L’obiettivo è preservare le due politiche come priorità centrali, “garantendo al contempo risorse adeguate” per le nuove sfide dell’Europa. La premier si dice “fortemente convinta” che sia possibile.
Chi ha firmato
Oltre all’Italia, hanno sottoscritto il documento Romania, Bulgaria, Cipro, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Spagna.
Come si è arrivati alla lettera
Il gruppo è nato da un’iniziativa di Italia e Romania, e il 18 giugno Meloni ha presieduto una riunione a Bruxelles prima del Consiglio europeo. Il lavoro comune era partito a dicembre 2025 e il 26 maggio sedici Paesi avevano presentato al Consiglio Affari generali una dichiarazione contraria alla proposta della Commissione, che prevede tagli ai fondi per sviluppo regionale e agricoltura. Cipro allora non aveva firmato perché deteneva la presidenza di turno del Consiglio Ue. Oggi, con la presidenza passata a Dublino, compare tra i firmatari.
Il nodo dei numeri
La Commissione ha proposto per il periodo 2028-2034 un bilancio di circa 2.000 miliardi di euro, con una riforma profonda dei principali strumenti di finanziamento. Nella dichiarazione di maggio gli Stati contestavano in particolare la riforma della politica di coesione, che a loro avviso non dovrebbe diventare uno strumento sistematico di gestione delle crisi al posto di altri strumenti Ue. Il testo chiedeva inoltre di mantenere il rebate oltre il 2027 e di valutare un rimborso più graduale di Next Generation EU e nuovi prestiti comuni, come Catalyst Europe.
Lo scontro tra blocchi
Il negoziato vede per ora contrapposti i 17 Amici della Coesione e i sei Paesi cosiddetti “frugali“. I frugali puntano a un contributo nazionale al bilancio il più contenuto possibile. Per quanto riguarda l’accordo finale, servirà l’unanimità dei 27, quindi nessun fronte può imporsi da solo.
Le parole di Dan
Dopo la riunione di giugno, il presidente romeno ha ribadito di voler continuare a sostenere un bilancio Ue ambizioso, con risorse sufficienti per coesione e Pac, e di rafforzare la competitività dell’Unione.
Îl testo integrale del post social di Meloni sui 17 Paesi Ue
“Insieme a Nicusor Dan, abbiamo unito 17 Amici della Coesione, Stati membri dell’Ue, attorno a un obiettivo comune: preservare l’Agricoltura e la Coesione come priorità centrali nel prossimo bilancio europeo, garantendo al contempo risorse adeguate per affrontare le nuove sfide dell’Europa. Siamo fortemente convinti che ciò sia realizzabile e abbiamo indirizzato una lettera congiunta a Micheal Martin in quanto Presidenza del Consiglio dell’Ue 2026, in vista dei prossimi passi nelle negoziazioni sull’Mff”.