Ipotesi errore umano
Strage ferroviaria in Spagna, il bilancio sale a 68 morti. Cinque italiani sui treni della tragedia, uno risulta disperso
Sono salute a 68 le vittime del grave incidente ferroviario avvenuto in Spagna, dove poco prima delle 9 un treno ad alta velocità che viaggiava a 100 chilometri orari si è schiantato contro un altro treno nei pressi di Toledo, a sud di Madrid. Il bilancio delle vittime si è aggravato di ora in ora. Ci sono poi decine di persone ferite, di cui 15 in condizioni gravissime. A bordo dei due treni viaggiavano in totale 544 passeggeri, compreso un bimbo molto piccolo. Nell’incidente è morta l’ex ministra del Lavoro Fátima Báñez, al governo con i Popolari dal 2011 al 2018 sotto la guida di Mariano Rajoy, in viaggio sul treno Iryo incidentato. Non è stata ancora localizzata. Báñez, presidente della Confederación Española de Organizaciones Empresariales, era in viaggio verso Siviglia per un evento dalla Confederazione degli imprenditori dell’Andalusia in occasione della Giornata dell’Impresa. Non si tratta dell’unica persona dispersa – riporta il Corriere delle Sera – : i soccorritori, a distanza di oltre quattro ore dall’incidente, non sono ancora riusciti ad accedere alla parte inferiore di alcune delle carrozze che, nello scontro, sono state distrutte.
A bordo di uno dei due treni c’erano 5 italiani
C’erano cinque italiani su uno dei due convogli. Quattro di questi- riporta l’agenzia Agi- si trovano in buone condizioni e sono in corso gli approfondimenti sul quinto connazionale, che al momento in cui scriviamo risulta dispersa. Il console italiano a Madrid è sul luogo dell’incidente e una squadra del consolato sta visitando gli ospedali della zona e i centri di raccolta dei superstiti. I cinque erano sul treno Iryo. Sono in corso verifiche sui passeggeri del treno Renfe. Il ministro Antonio Tajani ha chiesto di creare una cellula di crisi dell’ambasciata d’Italia che rimanga in contatto con le autorità di polizia e sanitarie.
“Intorno alle 8:30, il sistema Lzb ha subito un guasto, interessando un tratto di 63 chilometri lungo il quale, a quanto ci risulta, stavano viaggiando sei treni. A quel punto, la centrale operativa di Adif ha assunto il controllo e sono state prese alcune decisioni. La prima di queste, alle 8:36, ha riguardato il treno che di lì a poco si sarebbe scontrato, il Renfe Ave, con il convoglio fermo un treno Iryo autorizzandolo a proseguire la corsa come di consueto”. Sono le parole del ministro spagnolo dei Trasporti Oscar Puente che ha definito “inspiegabile” la decisione della centrale operativa di consentire al treno Ave di riprendere la corsa, mentre il treno Iryo rimaneva fermo sui binari.
La ricostruzione del ministro dei Trasporti Puente
Puente ha spiegato che l’incidente ferroviario potrebbe essere stato provocato da un guasto alla comunicazione nei sistemi informatici. “Intorno alle 8:30, il sistema di controllo Lzb presso la stazione di Urda è andato in tilt a causa di un problema di comunicazione che ha coinvolto tre computer della rete – ha precisato -. Ciò ha lasciato un tratto di 63 chilometri privo del sistema di sicurezza Lzb,;il che ha fatto scattare l’arresto automatico di tutti i treni in transito in quel settore”. Il ministro ha dichiarato che, “una volta che i convogli si sono fermati, il centro di controllo operativo 24 ore su 24 di Adif, situato ad Atocha, ha preso in carico il sistema” ed “è stato deciso di consentire al treno – che in seguito si è scontrato con il convoglio Iryo fermo – di riprendere la marcia”. “Era attivo un segnale di stop che avrebbe dovuto impedire al treno di proseguire; ciononostante, ne è stata autorizzata la ripartenza”, ha spiegato il ministro. Ha inoltre precisato che, tra le 8:36 e le 8:52, il treno ha percorso 25 chilometri a una velocità di circa 200 chilometri orari, prima di entrare in collisione con il convoglio Iryo.