Festival dello Sport
«Siete giudici, non tifosi»: Velasco non le manda a dire e dà una lezione a tutti. I suoi miti? Sinner e Kimi Antonelli: due fenomeni
Julio Velasco non si limita mai a parlare solo di schemi o tattiche. Pertanto non stupisce che inaugurando il Festival dello Sport, il commissario tecnico della Nazionale femminile di pallavolo ha regalato un’altra delle sue lezioni di cultura sportiva, spaziando dal rapporto con i tifosi alla gestione mentale dei campioni, fino ai casi di Cristiano Ronaldo, Jannik Sinner e il fenomeno Kimi Antonelli.
Festival dello Sport, la lezione di Velasco e l’esempio in palmo di mano di Sinner e Kimi Antonelli
E allora, il primo affondo del ct azzurro è rivolto all’atteggiamento degli spalti: «Quando vedo la nazionale italiana, la sensazione che ho è che abbiano paura di sbagliare. Se uno è tifoso e vede che la squadra gioca male deve urlare più forte, non fischiare. Sennò non si è tifosi, ma giudici». Un passaggio in cui Velasco ha elogiato il modello britannico: «Ammiro le tifoserie inglesi: perdono 3-0 e continuano a cantare. Non è solo un problema italiano, in Argentina è uguale».
Tifo e fragilità dei campioni: una sottile linea di confine
E dal tifo alla fragilità dei campioni il passo è breve. Ricordando le critiche feroci subite da Messi prima dei trionfi con l’Argentina. E commentando l’addio al ritiro portoghese di Cristiano Ronaldo, Velasco ha invitato a una profonda riflessione emotiva: «Credo si sottovaluti la crisi che attraversa uno sportivo. La cosa peggiore è quando si smette di giocare: si è ancora giovani e non importa se sei miliardario».
Velasco su Sinner e Antonelli: forza mentale da fenomeni…
Infine, lo sguardo del tecnico si è allargato ad altri sport per analizzare la tenuta agonistica ai massimi livelli. Su Jannik Sinner, Velasco ha speso parole di grande stima: «Ciò che mi colpisce è la sua forza mentale, la capacità di stare sempre nel “qui e ora”. Alle mie squadre dico sempre che parlare del punto prima non serve a niente, è solo uno sfogo. È la palla dopo quella che conta». Non solo. Perché una chiosa ricca di entusiasmo è andata anche al giovanissimo talento della Formula 1, Kimi Antonelli: «Ha un’età incredibile, è un ragazzino, ma quando sale in macchina è un fenomeno».
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