Visioni e abbagli
Scontri di piazza, l’Anm ci ricasca e parla come l’opposizione: “Reprimere è miope, bisogna capire le cause del disagio”
Alle parole del presidente Tango risponde il centrodestra: Gasparri lo invita a pensare alla "cecità di troppi magistrati", FdI ricorda che "le istituzioni dovrebbero marciare compatte"
Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango, considera “miope” la risposta che è stata data dal governo alle devastazioni che si sono viste nelle piazze italiane, presentando un ragionamento che ricorda tanto quelli svolti dalla sinistra: le risposte repressive, è il suo ragionamento, non risolvono, il punto per lui è comprendere le cause del disagio giovanile. Una presa di posizione alla quale ha risposto il centrodestra, da FdI a Forza Italia, con Maurizio Gasparri che ha invitato Tango a preoccuparsi “della cecità di troppi magistrati, che negano l’evidenza e non tutelano i cittadini sottraendosi alle proprie responsabilità”.
Il presidente dell’Anm: “Reprimere è miope”
“Fermo restando la condanna agli atti vandalici di violenza di devastazione e la solidarietà agli agenti feriti, vale la pena interrogarsi però sulle cause e sulle strategie di contrasto che per essere davvero efficaci non possono passare solo dalla repressione”, ha detto Tango, a margine del Comitato direttivo centrale dell’Anm a Roma. “Pretendere di rispondere al disagio giovanile e alla sua complessità con, semplicemente, inasprimento di pene, contrazione delle garanzie, illusione delle carceri è abbastanza miope e, soprattutto non porta alla risoluzione del problema”. “Occorre un lavoro sinergico tra scuole, famiglie, terzo settore, istituzioni. Questa – ha concluso il presidente dell’Anm – non è una partita che la magistratura, le forze dell’ordine da sole possono mai vincere”.
Gasparri: “Tango pensi alla cecità di troppi magistrati”
“Dice il presidente pro tempore dell’Associazione nazionale magistrati Tango che ‘è una strategia miope quella di rispondere ai fatti di cronaca con nuovi reati’. Probabilmente – ha commentato Gasparri – Tango però trascura un altro fattore: la cecità di molti settori della magistratura di fronte ad atteggiamenti violenti che vengono spesso sottovalutati e non determinano le necessarie conseguenze da parte della magistratura”.
“Parliamo del fatto che le forze di polizia fermano, in occasione di devastazioni come quella che si è verificata a Milano, centinaia di persone, ma perché poi gli arresti riguardano poche unità? E questo dipende dalla magistratura”, ha proseguito il presidente della commissione Affari esteri e difesa del Senato. “Si potrà discutere sulle nuove figure di reato, a nostro avviso necessarie , ma invece di accusare gli altri di essere ‘miopi’, Tango si preoccupi della cecità di troppi magistrati, che negano l’evidenza e non tutelano i cittadini sottraendosi alle proprie responsabilità”.
FdI: “Le istituzioni dovrebbero marciare compatte”
“In questo momento molto delicato per l’ordine pubblico, in cui le istituzioni dovrebbero dimostrare di marciare compatte, stona nuovamente l’Anm che, attraverso il presidente Tango, critica le norme del nuovo decreto sicurezza”, ha commentato il deputato di FdI e componente della commissione Giustizia, Andrea Pellicini.
“Premesso che tutte le istituzioni, dal governo agli enti locali, affrontano tutti i giorni i temi della povertà e del disagio sociale, è evidente come l’Anm si comporti invece come una forza di opposizione, sempre pronta a fare il controcanto ad ogni iniziativa governativa”, ha aggiunto Pellicini, sottolineando che “l’Italia e soprattutto le forze di polizia che fronteggiano questi incresciosi fatti delinquenziali hanno bisogno di un sostegno compatto, non di una continua demolizione delle iniziative del governo che finisce per dare una giustificazione ai facinorosi”.
“Dispiace che l’Anm dipinga il nostro come uno Stato di polizia. Siamo un Paese democratico con un governo fortemente democratico”, è stato il commento del vicecapogruppo di FdI alla Camera Alfredo Antoniozzi. “Se l’Associazione magistrati ci attacca per avere introdotto norme più stringenti sull’ordine pubblico dovrebbe comprendere la situazione di contingenza. Da sempre ovviamente incoraggiamo al dissenso purché sia quello che ogni democrazia liberale prevede. E su questo abbiamo cercato sempre convergenze istituzionali e politiche”.