Futuro e torcicollo
Sanchez cede a Lula il posto d’onore nel cuore della sinistra italiana. E si prepara alle elezioni parlando di fango e fake news, anche “sui fatti di Ceuta”
Per un nuovo mito della sinistra italiana che sale ce ne è uno che scende. Così mentre l’ultra ottantenne Lula incassa i commossi plausi dei partiti nostrani d’opposizione, dalla Schlein al ringalluzzito Bonelli, sempre più bravi ad esultare per i successi degli altri, Pedro Sanchez e il suo modello di governo in Spagna escono dal cuore dei leader del campo largo. Intanto il capo dell’Esecutivo iberico si prepara al voto del 29 novembre.
L’elogio al compagno Lula e la colpa delle fake news
Va detto certo che anche lui è stato tra i primi stamani a spellarsi le mani per la vittoria del compagno Lula, sostenendo che “Quello che è successo in Brasile succederà anche in Spagna. La ripresa progressista globale è appena iniziata”. Ma prima del cinguettio social per il brasiliano quest’oggi ha scelto El Pais per fare la sua campagna elettorale e parlare ai cittadini a cinque settimane dal voto. Nell’intervista ripresa dal quotidiano La Repubblica, quasi a voler tranquillizzare i “fan” italiani, Sanchez parla di fango e fake news, anche quello che è accaduto a Ceuta e che tutto il mondo ha avuto modo di vedere con i suoi occhi dai media e dai social.
Ceuta e le cose che non stanno come sembrano…
Dice Pedro Sanchez, ex primo ministro spagnolo che ha convocato elezioni senza dimettersi sui fatti di Ceuta: “Siamo stati avvisati ma non di un fenomeno di quelle proporzioni. Nessun servizio, né dell’intelligence né delle forze dell’ordine, aveva previsto la portata di quello che poi è successo il 30 e 31 luglio. E questo ci porta anche una riflessione: gli Stati devono anticipare i movimenti dei sociali, dove si propagano le fake news, come per esempio una lettura interessata di una sentenza della Corte suprema sulle espulsioni. Purtroppo sono morte 141 persone, molte delle quali erano bambine e bambini. Ma se alla frontiera avessimo risposto in maniera più aggressiva, ora parleremmo di un numero di vittime molto più alto”.
Questioni di famiglia
E dopo aver parlato di disinformazione su quanto accaduto dell’exclave spagnola e che è destinato a restare nella storia d’Europa, attacca i suoi avversari politici anche su quello che è evidentemente un nervo scoperto: la famiglia, definendo queste elezioni centrate su attacchi: “Non da parte nostra, ma su David Sánchez e Begoña Gómez, vengono giudicati per essere il fratello e la moglie del presidente del Governo. In questi due casi si sono superate le linee rosse di una democrazia. Primo, perché sono innocenti. Secondo, perché sono persone rette. Terzo, perché in politica non si dovrebbero sferrare attacchi come quelli che stanno subendo Begoña e David da parte di associazioni e media di ultradestra”.
Sanchez si riferisce ai casi di Begoña Gómez, sua moglie, che è stata rinviata a giudizio dalla giustizia spagnola con l’accusa di corruzione e traffico di influenze, con provvedimenti che hanno incluso il ritiro del passaporto. E su David Sánchez, suo fratello che è invece stato condannato e coinvolto in procedimenti giudiziari legati a presunte irregolarità – come la creazione di una carica amministrativa su misura presso i servizi culturali di Badajoz tramite un concorso contestato- per i quali è stato presentato ricorso in appello.
Il passato che avanza o la Spagna che avanza: qualcosa avanza
Decisioni prese dalla giustizia spagnola che però il leader dei socialisti attacca quasi come fossero politiche. In ogni caso per lui le elezioni “si possono riassumere in un concetto molto semplice: o avanza il passato o avanza la Spagna. E credo che otterremo una maggioranza sufficiente a consentire che la Spagna continui ad avanzare. Dirigo il Psoe dal 2014. Molti di coloro che oggi prevedono che vincerà il Pp assieme a Vox sono gli stessi che garantivano che Podemos avrebbe superato il Psoe. Sono quelli che dissero che avrei perso nel 2019 e nel 2023. Rispetto i sondaggi, ma le assicuro che il 29 novembre ci sarà una maggioranza parlamentare progressista molto più ampia. Non è straordinario che l’estrema destra avanzi, lo sta facendo in tutto il mondo. È straordinario che la Spagna abbia un governo progressista. Per questo non è un caso che Milei venga qui o che Trump critica la Spagna. Sarebbe bene che, nel mezzo di tanta oscurità, la Spagna non smettesse di essere un faro di speranza e di progresso”.
La colpa della destra e dell’algoritmo
Anche qui il nuovo che avanza, sul modello dell’ultraottantenne Lula. E anche qui l’attacco alla destra, che come accade per la sinistra italiana quando parla di “fascismo”, rappresenta un po’ l’exit strategy di fronte ai problemi: “Certamente i messaggi di ultradestra come odio, xenofobia, antifemminismo stanno penetrando una parte dell’elettorato, ma una minoranza. E se si espandono, sarà merito dell’algoritmo. Siamo stati ingenui, noi democrazie occidentali, quando credevamo a chi diceva che la tecnologia è neutrale? Nel corso della storia si è dimostrato il contrario, e questo gli oligarchi lo capiscono molto bene”.
Un futuro che fa venire il torcicollo
Popolo bue e colpa della destra, un ritornello che la sinistra usa in tutto il mondo, così come la soluzione proposta da Sanchez per risolvere il tema dell’inverno demografico partendo dall’immigrazione: “Il dilemma è se vogliamo essere una società aperta e prospera o chiusa e decadente, senza capacità né manodopera per sostenere l’attuale Stato sociale. La migrazione deve certamente essere ordinata, regolare, deve integrarsi e accettare i valori costitutivi di una società solidale e aperta come quella spagnola”. Uno sguardo al futuro, a tal punto da far venire il torcicollo, come nelle migliori tradizioni sinistre…