Carroccio 2.0
Salvini stravince al congresso della Lega e lancia la resa dei conti interna: «Boicottavano Pontida, ora basta»
Matteo Salvini resta alla guida della Lega e, subito dopo la riconferma, mette in chiaro che nel partito si apre una fase nuova. Con un messaggio diretto soprattutto a chi, nei mesi scorsi, avrebbe lavorato per indebolire il Carroccio dall’interno. «Questo è il tradimento dell’essere leghisti», tuona dal palco del congresso straordinario di Milano, denunciando il comportamento di alcuni dirigenti che avrebbero invitato militanti e amministratori a boicottare le manifestazioni di Pontida e piazza Duomo. Parole durissime, accompagnate dalla promessa di essere «assolutamente inflessibile» per il bene del movimento.
La giornata congressuale si chiude con una vittoria netta del vicepremier: 465 voti per Salvini contro i 146 raccolti dallo sfidante Massimo Garavaglia. È la quarta elezione alla segreteria federale per il leader leghista, che incassa l’applauso dei delegati e un abbraccio sul palco con il suo avversario. Il partito, intanto, cambia nome e diventa Lega Italia Federale.
Salvini denuncia il boicottaggio di Pontida: «Mai successo in 35 anni di Lega»
È il passaggio più duro del discorso del segretario riconfermato. Salvini racconta la propria amarezza per quanto sarebbe accaduto in occasione delle ultime due grandi manifestazioni del Carroccio, a Pontida e in piazza Duomo a Milano.
«Non mi era mai capitato in 35 anni di Lega che alcuni dirigenti mandavano WhatsApp invitando a non venire», denuncia il vicepremier, riferendo il contenuto dei messaggi che sarebbero stati indirizzati a consiglieri comunali e segretari di sezione.
L’indicazione, secondo la ricostruzione di Salvini, era esplicita: «Noi non andiamo a Pontida. Noi non andiamo a Milano. Noi boicottiamo. Noi dobbiamo dare un segnale».
Un comportamento che il leader considera inaccettabile. «Questo non è un segnale a Salvini. Questo è il tradimento dell’essere leghisti», scandisce davanti ai delegati.
Salvini non fa nomi, ma assicura di non parlare per sentito dire. E avverte chi, a ogni livello dell’organizzazione, avrebbe alimentato le contrapposizioni interne: «A chi ha trattato in questi mesi i propri fratelli militanti come nemici, con oggi io dico basta».
Un richiamo che non risparmia nessuna delle componenti congressuali. «Io ringrazio chi ha scelto Salvini, rispetto chi ha scelto Massimo. Però sia dagli uni che dagli altri mi porto a casa un mandato: essere assolutamente inflessibile per il bene del movimento da tutti i punti di vista».
La sfida di Salvini a Forza Italia: «Meloni premier, la Lega secondo partito del centrodestra»
Archiviato il confronto congressuale, Salvini guarda già alle prossime elezioni politiche. E fissa un obiettivo ambizioso per la nuova Lega Italia Federale: superare Forza Italia negli equilibri della coalizione.
«Possiamo vincere le elezioni come minimo come secondo partito della coalizione», afferma, rivolgendo un messaggio agli alleati azzurri.
«Lo dico con rispetto degli amici di Forza Italia: la sera delle politiche, Meloni sarà presidente del Consiglio e la Lega sarà secondo partito della coalizione, per il momento».
Una previsione che tiene insieme la conferma della leadership di Giorgia Meloni e la volontà del Carroccio di rafforzare il proprio peso nel centrodestra. Il «per il momento» finale lascia intravedere un’ambizione ancora più alta, senza che Salvini metta in discussione l’attuale guida della coalizione.
L’abbraccio con Garavaglia e il ruolo di Zaia nella nuova Lega
Il congresso straordinario di Milano consegna dunque a Salvini una maggioranza ampia. Al momento della proclamazione, la platea esplode in un lungo applauso. Tra gli striscioni compaiono slogan come «Salvini avanti tutta» e «Oggi Capitano, domani al Viminale».
Sul palco arriva anche Massimo Garavaglia, che abbraccia il segretario appena rieletto dopo essere stato ringraziato pubblicamente.
Un gesto di unità che accompagna il tentativo di ricomporre le divisioni emerse durante la competizione interna.
Salvini riserva poi un ringraziamento a Luca Zaia, al quale assegna un ruolo nella fase che si apre: «Ringrazio Luca Zaia che sicuramente darà una mano nei prossimi mesi nel percorso vincente e virtuoso».
Ucraina, Salvini chiede una svolta: «Altre armi e sanzioni sono la via migliore per la pace?»
Nel discorso del segretario riconfermato c’è spazio anche per la politica internazionale, a cominciare dalla guerra in Ucraina. Salvini ribadisce il sostegno al Paese aggredito, ma solleva interrogativi sulla prosecuzione della strategia basata sugli aiuti militari e sulle sanzioni contro la Russia.
«È da ormai più di 4 anni che noi sosteniamo, giustamente, il popolo aggredito e bombardato», ricorda, citando le risorse stanziate e i numerosi pacchetti di armi inviati.
Poi la domanda politica: «Pensare di mandare altre armi e altri soldi e approvare altre sanzioni sia la via migliore per approvare la pace? Ci si può porre questo quesito?».
Il vicepremier rivendica il diritto della Lega di esprimere una propria posizione anche all’interno della maggioranza, definendola una «forza di governo responsabile e leale ma mai silente».
La strada indicata è quella del negoziato: «Investiamo in diplomazia perché nel 2026 le guerre non finiscono sul campo ma al tavolo diplomatico. Prima si riporta al tavolo della diplomazia e meglio è per tutti».
Il messaggio al governo Meloni e l’attacco ai giornali ostili alla Lega
Salvini conferma anche la volontà di arrivare alla conclusione naturale della legislatura. «Non si capirebbe perché il governo più longevo d’Italia non sta in ufficio a fare il lavoro che i cittadini ci chiedono di fare», osserva, ribadendo la necessità di proseguire l’azione dell’esecutivo.
Non manca infine una stoccata a una parte dell’informazione, accusata di raccontare le vicende del Carroccio attraverso il filtro di un pregiudizio politico.
«Ci sono giornalisti che evidentemente non dico che siano costretti, ma lavorano in contesti per i quali il racconto della realtà passa in secondo piano rispetto alla speranza dei padroni di questa testata che sperano che la Lega muoia da 40 anni», attacca Salvini.
E promette che quelle aspettative saranno deluse: «Per i prossimi 40 anni rimarranno con un palmo di naso».